Pizzo Badile - Molteni

Schede primarie

Pizzo Badile - Molteni

Difficoltà: 
D+
Sviluppo: 
495m
Gruppo Montuoso: 
Val Masino
Località di Partenza: 
Bagni di Masino
Quota di Partenza: 
1180m
Quota di attacco: 
2950m
Punti di appoggio: 
Rifugio Gianetti
Quota di vetta: 
3308m
Avvicinamento: 
50' dal rifugio
Tempo di salita: 
5h
Tempo di discesa: 
3h al rifugio
Esposizione: 
Sud
Tipo di roccia: 
Granito
Periodo: 
Estate
Data ripetizione: 
09/07/2022
Attrezzatura e materiale: 

2 mezze corde, friend BD dallo #0,3 al #2, 10 rinvii

Descrizione avvicinamento: 

Dal rifugio Gianetti prendere il sentiero che porta prima in direzione dello Spigolo del Cengalo e successivamente la traccia che conduce verso il nevaio sotto alla sud del Badile. Con percorso non obbligato arrivare alle placche basali e puntare ad un evidente “cengia a gradoni” ascendente verso destra dove attacca la via.

Descrizione itinerario: 

Bellissima classica che attraversa la parete sud seguendo il percorso più logico. Ottime soste che non richiedono rinforzo.

  • 1° Tiro: III, 55m: diedro a gradoni verso destra, al termine un altro diedro verso sinistra porta alla sosta. Cordoni su spuntone.
  • 2° Tiro: IV, 50m: a sinistra sulla rampa inferiore che si supera a metà lunghezza passando sulla seconda rampa. Sosta alla base del diedro.
  • 3° Tiro: V, 45m: due diedri portano alla successiva sosta.
  • 4° Tiro: III, 30m: per facili fessure, erbazzate, fino ad una sosta spit + chiod con cordone.
  • 5° Tiro: IV+, 55m: stando a destra del “bottone”. Prima a sinistra per fessure e successivamente stando sul facile, salire una serie di placche un po’ sporche.
  • 6° Tiro: IV+, 30m, rampa diedro fino al termine.
  • 7° Tiro: V, 40m: diedro camino fino all’inizio del traverso
  • 8° Tiro: V+, 30m: il traverso ha una corda fissa che permette il completo azzeramento. Al suo termine un diedro un po’ fisico porta ad una sosta a chiodi.
  • 8° Tiro: “bis”, IV+, 10m: attraversare pochi metri verso sinistra e superare lo strapiombo ammanigliato che porta in sosta
  • 9° Tiro: IV, 50m: sul filo di cresta
  • 10° Tiro: IV, 50m: sempre sul filo e quando il bivacco è a vista, sulla destra di uno spuntone c’è la sosta.
  • 11° Tiro: III, 25m: in cresta fino al bivacco.

Dal bivacco per facili roccette raggiungere la piramide di vetta.

Discesa: 

Ci sono varie possibilità di discesa dalla vetta:

Scendere per la via normale sul versante italiano, raggiungere il rifugio Gianetti e scendere fino ai Bagni di Masino. (discesa da noi seguita)

Scendere per la via normale sul versante italiano, risalire al passo del Porcellizzo (2862 m), attraversare il ghiacciaio in alta val Codera e risalire al passo della Trubinasca (2717 m), scendendo si incontra il sentiero che verso destra riporta al Sasc Furä, mentre verso sinistra riporta a Bondo. (discesa da noi non seguita)

Scendere in corda doppia con una lunga serie di calate dallo spigolo nord, soluzione da noi non verificata ma da tutti sconsigliata per l’alto rischio di incastro corde, la possibilità di trovare molte cordate in salita, e la lunghezza della discesa. (discesa da noi non seguita)

Dall’ obelisco di vetta si scende per qualche metro in uno stretto camino (facile, ma ci sono svariati cordini per poter fare una rapida doppia) e si segue l’evidente sentiero della normale. Arrivati nei pressi di un camino/canale si incontra un primo anello cementato dove è possibile calarsi, oppure procedere arramicando in discesa con passi di II/III grado massimo, per una trentina di metri fino al sentiero che si segue nuovamente fino ad arrivare ad un altro anello cementato. Da qui ci sono 2 possibilità, continuare per la normale con varie calate e discesa per detriti (discesa da noi non seguita) oppure cercare una sosta a spit con anello di calata su un terrazino a destra (faccia a valle). Da qui ci si cala con una prima doppia nel canale per circa 45/50 m, fino alla sosta successiva sempre all’interno del canale ma posta su di un risalto roccioso sulla sinistra (faccia a valle) del canale stesso. Da qui si scende per qualche metro nel canale fino a quando è possibile uscire sulla sinistra (faccia a valle in piena parete). La sosta successiva si trova sempre a 45/50 m. Le altre 3 calate sono lineari sulla parete con lunghezza sempre sotto i 50 mt, tranne l’ultima che con 60 mt porta direttamente ai piedi del nevaio alla base della parete. Per saltare questo ultimo pezzo è stata predisposta una doppia su uno spuntone, con cordini e moschettone che consente di saltare il ripido nevaio ed arrivare alla base della parete. Da qui si  traversa verso sinistra (faccia a valle) fino a reperire la traccia che porta al rifugio Gianetti (2h dalla vetta). Dal rifugio seguire l’evidente sentiero n. 21 che conduce ai Bagni di Masino (1172 m) in Val Masino. (4h dalla vetta).

Primi salitori: 
M. Camporini, M. Molteni, 1935
Ripetizione di: 
Ste R., Matteo I., Tiziano B.
Disclaimer
L’alpinismo su roccia e ghiaccio è un’attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata preparazione fisica e psicologica. Quanto riportato nella relazione, pur essendo redatto con grande precisione, deve essere valutato sul luogo e non può sostituirsi alla vostra valutazione ed esperienza personale.