Rifugio Antonio ed Elia Longoni

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La Sezione di Seregno del Club Alpino Italiano esisteva già da quattordici anni, quando nel 1936 l'allora Presidente Alfonso Rossi ed il Consiglio pensarono che sarebbe stato importante avere un rifugio in Valmalenco. La Valmalenco fu un'importante via di comunicazione all'interno della vasta area geografica della Rezia ed assunse un'importanza particolare nel periodo della dominazione grigionese in Valtellina fra il secolo XVI e XVII. Ampie tracce di una sorta di via del vino sono ancora presenti, come mulattiere e sentieri utilizzati nei secoli successivi per il contrabbando di merci fra l'Italia e la Svizzera.

Con il 900 nacque la vocazione turistica nel periodo estivo e si costituì quale importante base per escursioni ed ascensioni in quota. Ecco le prime grandi salite con le famose Guide Schenatti di Chiesa e Scilironi di Spriana. L'aumentare degli escursionisti e degli alpinisti imposero la necessità di costruire ripari, ricoveri, capanne ed infine i primi prestigiosi rifugi: Marinelli nel 1880 e Corna Rossa poi Capanna Desio ora in disuso per via dello smottamento causato dallo scioglimento del permafrost. La scelta venne perorata dal Presidente Rossi per essere un assiduo frequentatore della Valmalenco e grande amico della Guida Alpina Giacomo Schenatti, padre di Luciano che fu il primo custode della capanna. Individuato il sito su una fascia rocciosa con la quale termina le cresta SW della Sassa d'Entova a quota 2450 m, si diede l'incarico allo Studio di Ingegneria ed Architettura Calastri-Silva per la progettazione di un rifugio ed annessa cappelletta. L'idea iniziale fu quella di realizzare un fabbricato con muri in pietra a forma di elle, con un piano rialzato di tre vani, di cui uno adibito a dormitorio con 18 ciuccette, uno a cucina ed il terzo locale quale zona ritrovo e ristoro.

Alla realizzazione dell'opera aderirono Enti Pubblici e Privati, nonché cittadini amanti della montagna. Vennero sottoscritti biglietti del valore di 100 Lire per un totale di 17.900 Lire.
Il 10 luglio 1938 il Rifugio, dedicato ai seregnesi fratelli Antonio ed Elia Longoni caduti nella Prima Guerra Mondiale, veniva aperto a tutti gli appassionati della montagna con la celebrazione di una Messa officiata da Don Paolo Colombo e la presenza della madrina Ida Silva madre di Franco Silva Socio e Presidente C.A.I.

Nel 1947, appena dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, il Presidente della Sezione Antonio Trabattoni ed il Consiglio decisero un ampliamento a chiusura della elle. Venne così inserita la cucina, realizzati nuovi servizi e rifatto il sottotetto, il tutto con generose contribuzioni da parte dei Soci. 

Con l'aumento dei passaggi, trovandosi lungo il percorso dell'Alta Via della Valmalenco, e dei soggiorni nacque l'esigenza di un ampliamento per meglio venire incontro alle mutate esigenze dei frequentatori del Rifugio. Nel 1979 il Presidente della Sezione Giuliano Fabbrica ed il Consiglio pensarono di realizzare un ulteriore ampliamento. Lo studio venne affidato al Socio Architetto Trabattoni che propose l'aggiunta di un nuovo fabbricato di due piani e legato armonicamente all'esistente. Si aggiunsero quindi due vani al piano terra, due vani al primo piano, due servizi igienici con doccia e vennero sistemati definitivamente il sottotetto, i servizi già esistenti, i locali riservati al custode. Venne pure realizzato l'ampliamento della zona pranzo. In questo modo la capacità ricettiva venne portata agli attuali 25 posti letto.

Arriviamo così ai giorni nostri con l'installazione dei primi pannelli solari, la chiusura della veranda utilizzata a ricovero invernale durante il periodo di chiusura, la realizzazione di un dehors con tavoli e panche e l'ottenimento, con cerimonia dell'11 febbraio 2013, del Marchio di Qualità su iniziativa promossa da Regione Lombardia, Assorifugi, Camera di Commercio e Isnart.

Nel luglio 2016 viene realizzato il nuovo impianto elettrico alimentato a pannelli solari per una potenza complessiva di 6Kw. Nell’autunno dello stesso anno viene installata una webcam RAMSAT 4K puntata sui ghiacciai del Disgrazia per controllarne l’andamento. Viene pure installa una stazione meteo che trasmette in diretta i dati di temperatura, pressione e velocità del vento. Il tutto al servizio degli alpinisti e dei frequentatori del rifugio.

Negli anni 2017, 2018 e 2019 il rifugio viene adeguato alle normative di sicurezza, antincendio e trattamento dei reflui. In particolare nell'autunno del 2019 viene completato l’impianto per il trattamento dei reflui ed installato il sistema a raggi UV per la potabilizzazione dell’acqua. Vengono inoltre messi a norma anche l’impianto idrico, di distribuzione del gas e quello termico. Sempre nell'autunno del 2019 viene eseguito il risanamento del lato N dell’edificio mediante la canalizzazione delle acque superficiali e la impermeabilizzazione della muratura.

Anno 2020, anno della pandemia da COVID-19 e le stringenti misure per il contenimento della diffusione del virus. Anche i rifugi si sono adeguati alle nuove normative e protocolli. Per una maggiore igiene e sicurezza sono stati forniti: igienizzatore portatile ad ozono, adeguata dotazione di gel igienizzante e nuovi guanciali ignifughi

Anno 2021: l’allentamento delle restrizioni imposte per il contenimento della diffusione del virus hanno consentito una frequentazione “quasi” normale. La voglia di aria pulita ed il desiderio di stare all’aria aperta hanno incrementato il numero dei frequentatori della montagna in generale. I vecchi piumini sono stati sostituiti con nuovi del tipo “ignifugo”. Assieme ai guanciali anch'essi ”ignifughi” si è completato l’adeguamento alle normative vigenti. A fine stagione è stato realizzato l’isolamento del lato nord dell’edificio originale con l’impiego di particolari malte. Si è cercato in questo modo di ovviare alle infiltrazioni d’acqua causate dallo sciogliersi, in primavera, della neve scivolata dalla falda del tetto e addossata alla parete.

Anno 2022: dopo 27 anni Elia Negrini lascia la gestione del rifugio. Subentra Eugenio Pedrotti con la famiglia. Eugenio, nato e cresciuto in Valmalenco, vanta una lunga esperienza nella ristorazione e nella gestione di rifugi. La Sezione, con questa scelta, cerca di stare al passo con i tempi. I rifugi non sono più punti di partenza ma punti di arrivo. L’accoglienza e la ristorazione sono diventati aspetti imprescindibili per le nuove generazioni di frequentatori della montagna.

Il rifugio è uno dei punti di appoggio del Sentiero Italia CAI, il più lungo trekking mondiale di 7000 kilometri che percorrono la nostra penisola. Punto di arrivo/partenza delle tratte D23N / D24N.

Note e Ringraziamenti:


Per approfondimenti consultate o acquistate il libro disponibile in sezione:
" L'amore per la montagna e la memoria di due eroi" I settantacinque anni del rifugio Longoni
di Paolo Colzani Collana "i Ciculabét" # 22 Giugno 2013 Stampa Farina Grafiche snc Seregno
“Eroi in guerra per la Patria” i militari seregnesi Antonio ed Elia Longoni nel centenario del loro sacrificio
di Paolo Colzani Stampa A.G. Bellavite srl Missaglia
Si ringraziano i Soci del Club Alpino Italiano che hanno contribuito con le loro foto ad arricchire questa pagina.

Link utili

http://www.rifugi.lombardia.it/

http://www.rifuginrete.com/

https://sentieroitalia.cai.it/

1938 Il progetto originale del rifugio
1938 sottoscrizione
10 luglio 1938 inaugurazione
1947 Il progetto del primo ampliamento
1981 Il progetto del secondo ampliamento
1985 Inaugurazione del secondo ampliamento
1999 Rifugio Longoni
2016 Rifugio Longoni con nuovi pannelli
Autunno 2016
Primavera 2018
Rifugio Longoni sala da pranzo
Rifugio Longoni camere
Cascate lungo il sentiero
Fine delle restrizioni....
I lavori di rinnovamento nella primavera del 2022
Eugenio Pedrotti e la figlia: la nuova gestione
3 luglio 2022 - I festeggiamenti per il centenario della sezione
Stazione meteo e webcam
Piano rifugio sicuro
Raccomandazione per la frequentazione della montagna