Campanile di Val Montanaia - Via normale - Von Glanvell/Von Saar

Schede primarie

Campanile di Val Montanaia - Via normale - Von Glanvell/Von Saar

Campanile di Val Montanaia
Difficoltà: 
V
Sviluppo: 
300m
Gruppo Montuoso: 
Dolomiti Friulane
Località di Partenza: 
rifugio Pordenone, Cimolais
Quota di Partenza: 
1230m
Quota di attacco: 
1900m
Punti di appoggio: 
Rifugio Pordenone e Bivacco Perugini
Quota di vetta: 
2173m
Avvicinamento: 
2:00h
Tempo di salita: 
3:30h
Tempo di discesa: 
1:30h le calate
Esposizione: 
Tutte le esposizioni
Tipo di roccia: 
Dolomia
Periodo: 
Estate
Data ripetizione: 
27/08/2023
Attrezzatura e materiale: 

NDA - Soste su anelli cementati e presenti alcuni chiodi lungo i tiri. Necessaria una serie di friends e cordini.

Descrizione avvicinamento: 

Una volta raggiunto in auto il comune di Cimolais, prendere la strada per la val Cimoliana (a pagamento, il biglietto si fa all’inizio della strada), che presenta alcuni tratti sterrati. Si parcheggia poco sotto il rifugio Pordenone.

In pochi minuti raggiungere a piedi il rifugio: dietro di esso si imbocca il sentiero che porta al bivacco Perugini (il bivacco posto alle pendici del campanile di Valmontanaia) che, inizialmente nel bosco, poi per un lungo ghiaione, porta alla base del campanile. Giunti ad altezza dello spigolo sud-est si individua una traccia segnata con un ometto che si stacca dal sentiero principale: la si segue raggiungendo un facile muretto che si risale, aggirando lo spigolo verso sinistra e raggiungendo l’attacco posto alla base di un evidente fessura camino sulla parete sud (chiodo).

Descrizione itinerario: 

1° tiro: risalire la fessura sulla destra fino a circa metà, dove si rientra a sinistra. Dopodiché si supera il camino che, sulla sinistra, porta a un terrazzino ove si trova la sosta. IV, 25m

2° tiro: traversare a sinistra e vincere un tratto strapiombo con buone prese, dopodiché continuare obliquando leggermente verso sinistra puntando ad un evidente diedro-camino, ove si sosta (ignorare la sosta a spit intermedia). IV+, 35m

3° tiro: salire il diedro-camino con iniziale passo atletico e, dopo una decina di metri, al fittone, si esce a destra su una cengia: la si percorre quasi per intero (attenzione a non smuovere sassi) fino ad un ampio ripiano detritico: qui si deve individuare una facile linea sulla sinistra per superare il muretto che porta alla sosta su un pulpitino (presente un enorme ometto, ma che difficilmente si vede dalla base del muretto). IV, 45m

4° tiro: obliquare verso sinistra cercando il punto più facile per risalire il muro con spaccature verticali, dopodiché proseguire più facilmente verso sinistra, per cengia, fino al Pulpito Cozzi, dove si sosta sotto la fessura. III, 25m

5° tiro: risalire la fessura sopra la sosta fino al suo termine, ove si sosta su cavo di ferro su un piccolo terrazzino. V, 10m

6° tiro: traversare verso sinistra (passaggio esposto), fino a sostare in una nicchia alla base di un evidente camino. II, 20m

7° tiro: risalire il camino un po’ fisico ma divertente, fino a uscire sul ballatoio prima della cuspide finale: da qui andare verso sinistra fino alla sosta. IV, 35m

8° tiro: salire verticalmente la parete lavorata fino alla sosta (attenzione alla roccia non sempre sanissima). III, 35m

9° tiro: proseguire ancora verticalmente per roccia lavorata e gradoni fino alla vetta (sosta su un pulpitino sulla destra). II, 20m

Discesa: 

Dall’ultima sosta si effettua una calata da 50m lungo la direzione di salita, raggiungendo il ballatoio dell’inizio dell’ottavo tiro. Qui si traversa brevemente verso sinistra (viso a monte, ometto) fino a una sosta con cordone: questa è la famosa calata Piaz, 37 metri parzialmente nel vuoto. Raggiunta una crestina si scende in direzione nord, puntando a una grossa spaccatura nella quale ci si cala nuovamente per circa 20m, entrando in un canalino ghiaioso che va sceso verso sinistra (viso a monte), fino a raggiungere la base dello spigolo est e il sentiero che riporta al Rifugio Pordenone.

 

Nota: Questa via è stata salita in occasione dell'addio al celibato di Tommaso. Il campanile più bello per l'unione più bella!

Primi salitori: 
Viktor Wolf von Glanvell e Günther von Saar
Ripetizione di: 
Laura Cavasin, Piero Oggioni, Tommaso Garbelli, Matteo Bedendo e Hamal Cantù
Disclaimer
L’alpinismo su roccia e ghiaccio è un’attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata preparazione fisica e psicologica. Quanto riportato nella relazione, pur essendo redatto con grande precisione, deve essere valutato sul luogo e non può sostituirsi alla vostra valutazione ed esperienza personale.