
- Località: Gran Paradiso
- Materiale necessario: cordino da ghiacciaio e piccozza anni 90
- Eventuali Pericoli: Francesi e stronzi sul cammino
Prima gita di due giorni per il corso di quest'anno. Direzione: il primo 4000.Partenza tarda per gli standard del corso: ore 6.15 da Seregno, direzione valle d'Aosta.
Dopo essere arrivati al parcheggio, si sale velocemente anche con gli zaini pieni, che pesano sulle spalle. In due ore eravamo tutti al rifugio Vittorio Emanuele: altezza 2735, ne mancano solo 1326. Gli istruttori si rallegrano, già gira la voce che tutti gli alunni ce la faranno ad arrivare in cima. Alle 20 Fede ci comunica le cordate, io sono con Davide e Milesi. Davide ed io ci guardiamo e sappiamo che domani l'obiettivo sarà sopravvivere al direttore.
Cena veloce e dopo un paio di storie di gigi e maraja a letto che la sveglia è alle 3.30.Dentro la camerata dei terremotati suona la sveglia, a quel punto tutti svegli per colazione. Con poco sonno sulle spalle ma grande eccitazione alle 4:30 si parte. Sulla sassaia si forma una processione con le frontali come lumini. Dopo la risalita di un paio di canali innevati, Milesi decide che è giunta l'ora di legarsi, per me è l'inizio dell'incubo. Io in mezzo, il Direttore davanti e Davide dietro.
Iniziamo la salita Milesi inizia e con passo costante iniziamo a superare cordate di francesi. Incomincia l'inferno: pensavo fosse un posto caldo, invece è in mezzo al ghiacciaio. Er director inizia a tirare e ad intimarmi di non fermarmi, io sono sempre più stremato. Continuo la salita sempre più affaticato. Il primo di cordata avvisa che alle 7:30 ci sarà una pausa di 5 minuti, che ore sono? ah boh. Vengo costantemente tirato dal Milesi che vuole solo aumentare il passo. Finalmente ci si ferma, pausa, la felicità dura poco qualcuno dice che mancano ancora 400 metri di dislivello. Pit stop da formula 1 e Beppe è già pronto e ci intima di riinizare a camminare.
Un passo dopo l'altro si superano i diversi muri, tirato come un mulo da soma, si inizia a vedere la madonnina, ancora piccola ma ci si rincuora. Ultimo muro prima del passo e stranamente incomincio a sentire incoraggiamenti pure dal Milesi. La quota si sente le gambe non più ma si continua.
Si arriva al passo. Piccola pausa. Davide cerca di cambiarsi i guanti mentre il Milesi incomincia ad arrabbiarsi e tirare, non più me in questo caso. Niente Davide ci ha messo troppo siamo stati superati al fotofinish, Paolino e Andrea hanno conquistato la vetta prima di noi, Milesi non è per nulla contento. 8.30 ci accingiamo a metterci in coda per salire sulla madonnina, con i ramponi su roccia e scalette di metallo siamo a 4061 metri. La stanchezza non mi fa godere la vista, sono troppo stanco per pensare. Dopo un paio di foto fatte ai francesi si scende passando da una cresta di roccia più o meno attrezzata. Arrivati di nuovo al passo salutiamo i nostri compagni che si accingono a mettersi in coda al gelo per salire a vedere la madonnina. Ci giunge voce che quasi tutti gli allievi sono in procinto della vetta.
Il Milesi però ha fretta e vuole scendere il prima possibile. Ci rimettiamo in fila, in questo caso Davide davanti, io nel mezzo e Beppe Davanti infondo a dare indicazioni di aumentare il passo.
Arrivati circa a metà della discesa Milesi ci concede una pausa per slegarci e mettere via la corda. Dopo una pausa stranamente più lunga del solito, 10 minuti, si riparte e subito Beppe ingrana, per fortuna non siamo più legati, lo ritroveremo finita la neve. Si scende con Paolino e Davide, dopo una mia caduta di faccia raggiungiamo i sassi e ci togliamo i ramponi, altro pit stop e poi si raggiunge il rifugio. Dopo una pausa, una pucciata di piedi e una omelette finalmente mi riprendo. Con l'arrivo delle altre cordate scopro che non sono uno di quelli messi peggio a livello fisico.
Dopo la consueta foto di gruppo e con lo zaino particolarmente pesante si riparte per l'ultima discesa direzione macchina e poi casa.
Report finale, istruttori soddisfatti e 11/12 allievi sopravvissuti sopra i 4000. 12/12 allievi stremati di cui alcuni tumefatti.
Giorgio



