Tracciamento strategico

Segnavia: 
Pollicino

Ore 21:30 del 28/03/26, gruppo del CAI di Seregno, tra istruttori, aspiranti istruttori e osservatori, si trova in albergo ad Arco. Dopo un primo momento di valutazione da parte degli istruttori, ci comunicano le cordate: io (Martini-Elisa) con Terra, Bin Laden (Franchin) con Ste Brambilla e Paolino con Andre. Dentro di me comincio a esultare di gioia, sia per il mio compagno di cordata sia per la scelta della via che avevo adocchiato poco prima: Mercurio Serpeggiante – Coste dell’Anglone.

La mattina seguente, ore 7:30, ritrovo per la colazione; ore 8:00, dopo un complicato gioco di incastri degno degli scacchi, ci siamo ritrovati in macchina, ognuno con i proprio compagni di cordata, pronti a partire.

Arrivati al parcheggio, sistemiamo gli zaini e iniziamo a incamminarci verso l’attacco. Per fortuna (o sfortuna), davanti a noi troviamo una cordata di tre ragazzi. Parto, aggredisco la via e inizio ad arrampicare con movimenti decisi: alternandoci, arriviamo al quarto tiro. Mentre faccio sicura al Terra, sono ferma in sosta con Franchin e Ste quando sento un tintinnio metallico, accompagnato da una serie di imprecazioni da parte di entrambi: il secchiello e il moschettone di Franchin hanno deciso di abbandonarlo. Ignari che quello sarebbe stato solo l’inizio di un vero e proprio “tracciamento creativo” della via… infatti, poco dopo, alla sosta del quarto tiro, decidono di lasciare lo zaino in sosta (verrà recuperato dalla cordata Andrea-Paolino).

Dopo una serie di tiri molto semplici ma interessanti, arriviamo all’inizio del settimo tiro. Il gioco inizia a farsi più duro: parto un po’ titubante, riesco ad arrivare al primo spit, tutto sembra andare bene… inconsapevole del fatto che ero su un simpatico traverso totalmente unto! Infatti, ricontrollavo più e più volte dove mettere i piedi, raggiungo la sosta e… respiro di sollievo!

Parte Terra per l’ottavo tiro: altro traverso, sprotetto per i primi cinque metri. Siamo contenti della decisione di aver portato qualche friends, anche se la relazione diceva che non sarebbero serviti. La stanchezza inizia a farsi sentire, e tutto fila liscio, tranne il vento che aumenta sempre di più, aggiungendo un po’ di pepe alla nostra arrampicata!

Arrivati all’undicesimo tiro, parto mettendo un cordino su uno spuntone, perché la prima protezione era ad almeno cinque metri. L’idea era di usare tutta la mia creatività per incastrare quel cordino al meglio e, magari, fare un po’ di scena al Terra, che durante la sua scalata mi aveva già mostrato una serie di utilizzi fantasiosi del cordino.

Peccato che il mio piano geniale non abbia funzionato: quando ho tirato la corda, il moschettone è finito dritto nel secchiello e il mio cordino ha deciso di unirsi al percorso tracciato da Franchin. Nella mia testa però era tutto perfetto… ero protetta. Decido anche di tirare un rinvio perché dilaniata. Finisco questo tiro, supero lo spigolo con un po’ di strizza — era improteggibile per qualche metro — e arrivo in sosta.

Finita la via, siamo in attesa delle altre cordate. Dopo qualche minuto, Ste non vede arrivare Franchin: sull’ultimo tiro, infatti, pensando di poter finire con dignità la via, scivola e rimane appeso come un salame. Soccorso da Paolino, viene tirato su dall’imbrago e alla fine arriviamo tutti in cima!

Tutti contenti e soddisfatti della via, mettiamo via il materiale. Ma Terra decide di completare il nostro famoso “tracciamento”: il caschetto gli scivola di mano. Lentamente rotolando giù, il povero casco sembra già rassegnato al suo destino. Terra, ormai consapevole che non lo rivedrà più, inizia a urlare “Caschetto!” per avvisare chiunque si trovi sotto dell’arrivo imminente di un oggetto volante… decisamente inaspettato.

Grazie di cuore ai soci per questa bellissima avventura! 

Eli

PS. il DF sarà molto contento

29/03/2026