Come Orfeo nell'Ade

Flavio sul primo tiro
Località: 
Arco di Trento
Difficoltà: 
VI obliquo

Nell'antica Grecia c'era un mito che raccontava del povero Orfeo e del suo tentativo di far fuggire la sua amata Euridice dalle grinfie dell'Ade che l'aveva rapita e portata nel suo regno. Quest'ultimo, ammaliato dalle doti artistiche di Orfeo, accettò di lasciar tornare Euridice nel mondo dei vivi a patto che lei avesse camminato dietro di lui durante la loro ascesa verso il mondo terreno e lui non avrebbe dovuto voltarsi per nessun motivo a guardarla, prima di essere arrivati a destinazione. 

La loro ascesa comincia e procede bene, ma in completo silenzio. Orfeo, attanagliato dal dubbio di non essere seguito da nessuno, comincia a diventare impaziente tanto che, appena messo piede nel mondo dei vivi, si volta per verificare la presenza della sua amata ma lei, che invece ancora non aveva varcato la soglia del mondo dei morti, scomparì all'improvviso.

 

Ed eccomi qui a raccontarvi di come, in una ventosa giornata di fine marzo, mi sono sentita esattamente come Orfeo durante la nostra ascesa della via "Fuga dall'Hades". 

La nostra anabasi inizia con un primo tiro tracotante di pendenza e orizzontalità, una placca appoggiata dal lato sbagliato e una linea che non ha capito qual'era l'asse Y, insomma: un tiro in strapiombo obliquo con successivo traverso sopra il baratro del vuoto cosmico.

Flavio attacca coraggioso e dopo qualche titubanza dove per 7 metri i rinvii sul sul imbrago sono quasi perpendicolari alla sua schiena, riesce ad arrivare alla prima sosta. Attaccato all'altro capo della corda c'è Simone che saltella da una presa all'altra come un ermellino e subito dietro di lui la cordata giussanese segue con a capo il Barone rosso e ovviamente dietro, a fare da Euridice silenziosa, ci sono io. 

Ma non ci confondiamo, ho detto che mi sono sentita più come Orfeo e presto spiegato il motivo: sento il mio capocordata darmi il comando di mollare tutto, così sfilo il secchiello e mi accingo a portare a me le scarpette e lo zainetto. Mi preparo, sento la corda tendersi e parto. Una bella ruzzata per arrivare al primo rinvio... Qualcosa non torna. Un'altra ruzzata per arrivare al secondo... E ancora un dubbio mi attanaglia... Ed ecco qua la cazzata Orfeiana: mi volto a cercare lo zaino ed esso si smaterializza dalle mie spalle e ricompare alla base. Insomma, me lo sono dimenticato giù.

Santo Zeus! "Barone, lo zaino ti serve o possiamo lasciarlo alla base?" 

Ed ecco che Luca, impersonificando esattamente l'Ade punitore, mi risponde "mi serve, ci sono dentro le scarpe". 

Invocando le grazie di tutti gli dei dell'Olimpo, capisco che devo farmi calare alla base e rimediare a questa cazzata. Ok, calata, recupero lo zaino e riparto subito... Ma Ade decide di non concedermi una seconda possibilità tanto facilmente. Ruzzata numero uno, ruzzata numero due ed ecco che le braccia mi cedono, non faccio in tempo a toccare il secondo rinvio e cado rovinosamente nel vuoto dell'Ade.

Sono appesa esattamente a metà fra la parete e un albero e non riesco a raggiungere né l'una né l'altro. 

Oh Atena, dammi la forza di risalire queste corde! Ed ecco che due machard fungono da guide per questa anima da salvare. Risalgo le corde, torno al famoso secondo rinvio e una voce arriva dall'alto (o meglio, dall'obliquo) "Laura, ti aiuto con un paranco?" e con un aiuto divino e con alcune esercitazioni canore, finalmente, giungo anche io in sosta. 

Da qui, Ade ci starà alle calcagna per tutta la via e non vorrà farcela passare liscia: Barone che quasi perde un calzino, a Flavio si blocca un dito scalando, io e Simone ci spariamo dei run-out inaspettati, alcune soste sono da colpi della strega assicurati e il vento patagonico non ci da tregua.

 

Ma alla fine ce la facciamo, siamo fuori, siamo fuggiti dall'Hades! 

Alla fine di questa storia il povero Orfeo non ritrovò più la sua amata Euridice, ma mi auguro che sia riuscito almeno a consolarsi gustando un "panino del mese" buono come quello che abbiamo trovato noi al chioschetto. 

 

Bravi tutti!

 

Report scritto dalla Cavasin

29/03/2026
Flavio sul primo tiro
La placcah sprotettah
Fuggiti dall'Hades!