Lettera dal direttore

Un altro corso si conclude, per la precisione il 48° della nostra scuola. Anche quest'anno i 10 allievi erano carichi come sempre e pronti a lanciarsi in nuove avventure ed a scoprire il, per loro nuovo, mondo della verticalità, dell'andar per crode a sfidare noi stessi.  Già, perché la sfida è con noi stessi, con le nostre paure ed insicurezze, non contro l'alpe. Se sfidi la montagna, quella fatta di sassi non puoi far altro che perdere, la sfida è con noi stessi, il metterci alla prova ci insegna ad essere umili ed a sentire i nostri punti deboli ma anche i nostri punti di forza.

Cosa posso dire ai nostri allievi che, appena usciti dal corso, si apprestano a percorrere i loro primi passi in parete? Beh vi dico di ascoltarvi prima di tutto, di sentire cosa volete veramente da questa bellissima attività umana che è l'alpinismo.Sentite la gioia di vivere una piccola avventura ogni volta che andrete a scalare. L'arrampicata è gioia e condivisione con i compagni di avventura, è amicizia profonda che unisce chi si lega spesso ai due capi della medesima corda. L'esempio lampante sono i sorrisi che si vedono sempre nelle foto di vetta o dei momenti entusiasmanti vissuti insieme.

Godete delle chiaccherate mentre in auto vi portate verso i monti, degli avvicinamenti tra i rododendri nella luce del primo mattino, della piccola "ansia" che arriva quando ci si prepara ad attaccare la parete, della gioia della cima e della liberazione dopo le doppie o dopo una discesa complicata. Gioite, quando di ritorno all'auto vi fermate a godervi una rinfrescante birra consolidando così la vostra amicizia.

Quando vi capiterà di scalare ancora con qualche istruttore o con qualcuno di più esperto, rubate l'arte, osservate e imparate, siate curiosi. Invece quando andrete tra di voi, imparate dai piccoli errori con umiltà e consapevolezza, siate sinceri su voi stessi perché come diceva il grande Walter Bonatti: "La montagna mi ha insegnato a non barare, a essere onesto con me stesso e con quello che facevo".

La montagna non vi migliora ma anzi, amplifica solo quello che siete. 

Ringrazio tutti voi dell'impegno che avete messo in questo corso. Ringrazio il corpo istruttori, che come ogni anno si è impegnato a darvi una formazione del miglior livello possibile, con competenza ed entusiasmo.

Vedo un bel gruppo crescere e sta a noi istruttori più "anziani" coltivare questo entusiasmo nei giovani e nuovi istruttori e osservatori. L'unico modo per farlo è rimanere giovani con la testa e non perdere mai l'entusiasmo di scoprire ed esplorare.

Voglio esprimere un ricordo particolare a due istruttori della nostra scuola che non ci sono più perché la vita è stata dura con loro. Voglio ricordare  Enrico, "il Maestro"  un perenne ragazzino sempre entusiasta quando andava per monti, per me è stato fonte di ispirazione, mi ha insegnato molto. Voglio ricordare Giulia, grande  amica e una giovane donna dal sorriso contagioso e dal cuore puro, innamorata della vita e della scalata. 

Frequentare il corso e far parte della scuola mi ha permesso negli anni di conoscere tante persone come loro, persone che sono diventati grandi amici e compagni di avventure.

Ciao, il direttore del 48° corso di Alpinismo 

10/07/2025