In bilico sul calcare: Diario di un occhialuto

Pronti, partenza, via.

Altro giro, altra scalata: le roventi rocce color pece lasciano il posto a cumuli di animali morti.

Il cosiddetto allievo con gli occhiali, alias il sottoscritto, prende il posto di Junior e divora due focacce appena finito l’avvicinamento. 

Vengono allestiti tre gruppi didattici: uno dedicato a asola e controasola, mentre gli altri due alle protezioni veloci e chiodi. Io mi ritrovo con Andrea (il Sommelier) e Martini: più che allievi alpinisti, sembravamo il gruppo degli Alcolisti Anonimi. La testa inizia a girarmi anche da sobrio quando sbarco nel gruppo di asola e controasola, e parte qualche bestemmia (e contro-bestemmia).Però, bene o male (più male che bene), me la cavo.

Arrivato dal Ciccio, ci mostra come posizionare e rimuovere i chiodi, e come costruire una sosta su tre punti. Tuttavia, io mi dileguo con l’istruttore Fabio, con il quale iniziamo a piantare chiodi su chiodi, dando vita a una melodia che persino Beethoven avrebbe invidiato.

Pausa: mezzo panino allo speck e finalmente si comincia a scalare in progressione, istruttore + allievo/a.Io mi becco Maraja e iniziamo con una via a due tiri, con placchetta nel primo.

L’istruttore, anche se voluminoso, sale con la leggiadria di un pavone e in men che non si dica è già alla sosta. Seguono un “Molla tutto” e poi un “Vieni!”. Parto. Non so nemmeno che grado sia, ma non ho una grande affinità con la placca. Mi servirebbe un “Alè!”, un supporto... una spinta. Ma non arrivava. Poi arrivò. Fu forte, efficace, ma soprattutto inaspettata. Maraja, assicurato in sosta, mi recuperò con una forza tale da poter assicurare anche una mucca di 600 kg. Sfortunatamente per me, avevo l’imbrago messo un po’ storto e il colpo lo ricevettero le mie parti basse.

Imprecai… ma almeno mi diede la spinta necessaria.

Le doppie invece scesero lisce come una serie di shottini e, in men che non si dica, siamo tutti insieme al bar a scolarci un bel gallone.

Tra due settimane ci aspetta la Grignetta, il vero banco di prova, e lì saranno cazzi. Anche se, a dire il vero, la parte più difficile – ovvero scrivere questa relazione – è andata.

Occhiali

17/05/2025