
Materiale: anni 90
Eventuali pericoli: rumori di trasmissione
Secondo giro per il mangiatigelle, che dopo essersi allontanato dal punto di singolarità relativistica, (vedi report Milesività generale) sperimenterà una normale dilatazione del tessuto spazio-tempo. Partiamo dall' Eurospin di Lecco a bordo dell'ambulanza di Michele, facendo rotta verso i Resinelli. Il viaggio inizia con un inquietante rumore di decadimento meccanico, che alla precisa velocità di 55km/h fa vivere le stesse sensazioni che si possono provare su un B-17 sotto il fuoco dei Flak tedeschi. Durante la salita una voce di telecronaca grida "Problemi! Problemi! Problemi!"; il turbo smette di funzionare, ed è subito quattro frecce e 35km/h di velocità di punta sulla nuova Lecco-Ballabio... grazie ai miei trascorsi nel Mato Grosso però, non mi faccio più impressionare da un furgone malfunzionante, e riusciamo comunque a raggiungere il parcheggio, confidando sulla forza di gravità per il rientro.
Entriamo nel bar, Parete Ovest, dove la mia maglia dei “Porno Riviste” farà rivivere a Laura Ferrari momenti di nostalgia musicale, staccherà la radio del locale per mettere “I biglietto per l'inferno”, ricordando i bei tempi andati. Per noi però è il momento di iniziare a camminare, quindi, trovato un parcheggio abbastanza pianeggiante da non mettere alla prova l'acciaccato freno a mano dell'ambulanza, iniziamo a spargere sul sentiero sali minerali e aroma di adolescenza.
Giungiamo alla base della parete giusto in tempo per assistere alla lotta con l'alpe di Fabio, impegnato sul primo tiro di Clara, il che ci trasformerà in due umarell, e con le mani dietro la schiena, inizieremo a dispensare frasi come "teh, uperari, ul ciod l'era mej picall in un oltra manera!". Una volta capito che forse non abbiamo ancora l'età per queste cose, assaltiamo la via Graziella.
Parto io sul primo tiro, passando in un camino a interferenza albero-mozzo H7/p6. Mi elevo grazie ad un masso incastrato, con la premura di tirarlo solo verso il basso, evitando così di trasformarmi in una catapulta vichinga. Tocca a Michele sul secondo tiro, che salirà fra l'esile e l'atletico, dando mostra di notevole vigore fisico, messo in risalto dalla sua canottiera "parco giurassico" lacerata e ormai ridotta a tunica. Lo raggiungo in sosta piuttosto provato. Offerta al ribasso: V+... boh! Riparto io navigando in un mare di placca, chiedendomi se da queste parti ogni tanto sia usanza proteggersi. Da qui con un altro tiro è cima.
Inquietati dai cumulonembi che si stanno librando nel cielo in direzione stratosfera decidiamo di buttare una doppia dalla via Natasha Kinsky e metterci in salvo prima che il sopracitato aspirante temporale abbatta la sua ira su di noi. Sfortunatamente la doppia si incastrerà, il che, dopo aver ribattezzato la via "Natasha la bagascia", ci costringerà ad un atto di “fri” solo per recuperare i nostri averi. Fortunatamente invece il maltempo si scaglierà su Milesi in località Roncobello.
Da qui rientriamo alla civiltà, dove speriamo che il Mercedes modello Kosovo 1997 mi riporti al punto di estrazione.
Da Maraja è tutto, linea in studio.
Disclaimer: tutte le valutazioni metereologiche presenti in questo report e in "Milesività generale" sono frutto di quanto appreso nella lezione di mercoledì al CAI. Nozioni che verranno presto dimenticate come ogni anno, con buona pace dell'impegno profuso dal meteorologo.


