
... L'estate sta finendo
e un anno se ne va
Sto diventato grande
40 anni ormai ho già aah ah ...
Così cantavano i Righeira negli anni 80, o forse non proprio così ma questo è...
La coperativa della fibra per cui lavoro mi obbliga a usufruire di X giorni di ferie entro fine settembre ed io, da bravo dipendente e degno erede del prode eroe sovietico Aleksej Stakanov, non ho sfruttato in tempi migliori. Mi ritrovo a fine settembre con ancora 2gg da sfruttare e quindi, dopo una puntatina di mercoledì in Presolana con Fede dove abbiamo incontrato solo stipendiati INPS, mi cavo fuori un venerdì di ferie e ingaggio il buon Mitch "mangia tigelle" Tondi che di seguire la propaganda sovietica non gliene frega un càz... (Sia ben chiaro ai miei detrattori Brianzoli che pensano solo a lavorare: la mia è pura ironia ed un modo per prenderli amabilmente per quel dererano che loro si sfondano lavorando, inseguendo una non so quale gloria).
La nostra "vacanza" inizia di giovedì sera, dopo una settimana di lotte intestine tra la mia corteccia prefrontale, il mio Io e il mio super Io. Cominciamo andando verso la ridende Valmadrera, Mitch terrà una lectio magistralis su legatura e gestione del monotiro, dove 12 improbabili aspiranti climber cercheranno di imparare a farsi un nodo e a gestire uno strano oggetto di ingenieria Francese (che di persè è un ossimoro), il tutto spiegato con il suo perfetto accento di un figlio della via Emilia.
Finita la lezione, la diligenza denominata piccolo Caddy con i suoi 102 ronzini divorano la SS36 in direzione nord e, con una variante con vista sul lungo lago per i soliti cantieri per gallerie erranti, raggiunge le desolate lande valtellinesi e risale La Valle popolata da capre, santoni e fattoni, fermando la sua corsa nell'unico parcheggio non tediato dai dazi comunali sul ricovero della suddetta mandria di ronzini. In breve attrezziamo la branda artigianale e, mentre il buon Mitch dibatte sull'orario della sveglia, io mi appresto a fotografare in malomodo la pessima guida sulle vie della valle. Alle 00:30 la luce si spegne e la sveglia è puntata alle 6.45, obbiettivo una via alla Costiera dell'Averta
E fu sere e fu mattina, 1° giorno.
h6.45: posticipa
h6.55: posticipa
h7.05: posticipa
h7.15: "senti ma te hai sbatta di svegliarti ora???"
"No"
"ti sentiresti in colpa nel non scalare oggi??"
"No"
"Buonanotte"
h10.00: "aaaahhh... Buongiorno!Colazione?!"
h10.45: carichiamo i nostri leggiadri zaini contenenti il necessario per 3gg di tortuta (peso stimato attorno ai 18kg) e imbocchiamo il sentiero per La Valle a tappe forzate, io faccio il passo e Mitch impone le tappe:
- 1a tappa: fare bere un caffè al vecchio presso "Osteria il Gatto Rosso" (gatto non pervenuto ma caffè a 1,5€... lader)
- 2a tappa: reintegro liquidi presso ponte su torrente Zocca
- 3a tappa: reintegro liquidi ed elicubrazioni varie presso Croce Parravicini
- 4a tappa: con il tempo di 3h41'19" (indicato solo per far prudere le mani e ingaggiare un'inutile sfida al sig. Talebano) arriviamo presso i ruderi del rifugio Allievi dove bivaccheremo nel locale invernale in quanto il limitrofo casermone del rifugio Bonacossa risulta già chiuso grazie ai lauti incassi della stagione estiva.
Riassettati cominciamo ad esplorare i dintorni, sul suo retro troviamo un piccolo ruscello con l'acqua necessaria al nostro ristoro che con l'aggiunta di Reactiva magnesio e potassio (gentilmente offerto dalla cooperativa della fibra per riactivare i suoi tecnici nella torrida estate) ci reactiverà i nostri muscoli provati dai quasi 1500m di dislivello appena coperti. Esploriamo poi anche il bivacco ed oltre a: un telefono a disco per chiamare il soccorso, 4 bombole di gas, una moka, una tazza e una confezione di incenso made in India, troviamo anche un cartine contenente del nutrimento vario, tra cui:
- 3kg circa di penne rigate (quelle lisce non le vuole nessuno)
- 7 caramelle
- sale molto salato
- pepe decomposto
- pasta senza glutine
- riso alla messicana (da noi scartato per evitare problemi infuocati alla base delle vie)
- 2 buste di Nasi Goreng leofilizzato. La cosa ci intriga e nessuno di noi ha mai provato questo famigerato cibo indonesiano...
3...2.. 1. Bombola, fornello, padella, 2 buste dal packaging improbabile, 1l di acqua, olio (preso da una scatoletta di tonno e ci abbiamo aggiunto anche quello)
h15.30 un intenso odore di spezie satura talmente tanto l'aria dell'alta val di Zocca che un Pakistano ci si sentirebbe a casa...
h16.00 pranzo ingurgitato e panza piena, ora relax,..
... È tempo che gli avvoltoi
Arrivino anche qua L'estate sta finendo
Niente cibo resterà, aah ah ...
Avrebbero cantato i Righeira vedendo la scena...
h17.00 branda cercando di digerire il suddetto Nasi Goreng
h19.00 cena a base di pasta condita con Tonno e fagioli dell'Unes, bresaola e formaggio. Avevamo fame...
h20.00 branda e sveglia puntata
E fu sera e fu mattina, 2° giorno.
h6.45 sveglia, colazione a base di burro d'arachidi, biscotti e the
h7.30 avvicinamento
h8.30 all'attacco, togliamo gli zaini e cerchiamo un sasso adeguato a cercare di evaquare il Nasi Goreng, missione riuscita solo in parte.
h9.00 imbrago, scarpette, casco, pile, smanicato, guscio, buff, guanti, pinguini. Ho tutto, attacchiamo:
- 1°tiro: fessura umida, gelata, ostica
- 2° tiro: diedro, sole, caldo, ci spogliamo
- 3° tiro: camino strapiombante, chiappe strette, sole, caldo, ci spogliamo
- 4° tiro: diedro aggettante poi lrato
- 5° tiro: danza su placca lavorata
- 6° tiro: diedro bello, duro
- 7° tiro: danza su placca lavorata, dura, bello, gaso, sto ne chill
- 8° tiro: spazzarsi in cengia
- 9° tiro: discesina, stambecco e canale da attraversare dorso, poi a rana, poi camminando sulle acque come il nazzareno, poi sosta
- 10° tiro: diedro erbososo
- 11° tiro: diedro, diedro, diedro, VI, VI, VI
- 12° tiro: muretto, lame,Mitch nel chill, duuro
- 13°tiro: diedro, duro, diedro, duro sfaciuami prato, sono fuori via, sosta di emergenza
- 14° tiro: ritrovamento dell'itinerario corretto, camino, IV+??
- 15° tiro: cresta
- 16° tiro: cresta
h16.30 Cumbre!!! La via ci deposita direttamente sulla fù croce di vetta... Ora solo 2 legnetti accatastati e abbandonati alle intemperie dei 3121m della Punta Allievi...
Alpinista: sostantivo maschile e femminile; essere umano che si differienza dall'escursionista per gli scarsi e brevi momenti in cui si gode la vetta e il panorama. Di norma evita panini con insaccati cotti dal viaggio dentro asfissiante stagnola e si nutre esclusivamente di sterili barrette dal dubbio gusto.
I 10 min di "relax" in cima li dedichiamo a: costatazione dell'esistenza di un fenomeno chiamato surriscaldamento globale, foto, sorrisi, cibo, acqua e riassetto dello zaino. Poco dopo cominciamo a spazzarci a basso, il mio cervello da overthinker mi riporta alle altre volte che ero stato lì e poco dopo delle immagini mi occupano il la mente: "sta discesa è una merda!!" Quindi ci tocca più di 1h di gande infinite, disarrampicata, ghiaino, gande, disarrampicata, gande e circa 100m di comodo sentiero tra verdi prati.
Nulla nel bivacco è cambiato, niente è stato spostato, non c'è nessuno in tutta la valle, siamo gli unici 2 essere umani... La solitudine e la stanchezza giocano brutti scherzi alla nostra mente, ad un certo punto il telefono del bivacco squilla, rispondo e sento solo un Frusci, "Pronto... Pronto..." Mitch che è lì fuori mi chiede con chi stia parlando e quando gli rispondo che è suonato il telefono la sua faccia non è troppo convinta... Passano forse 10 minuti e sento Mitch salutare qualcuno o qualcosa, 2 ragazzi sono arrivati, ma dopo pochi minuti spariscono riscendendo a valle, saranno stati reali o l'isolamento e la stanchezza ci stanno giocando brutti scherzi??? Vediamo subito una sola soluzione: Doppia busta di risotto liofilizzato, salame, formaggio, taralli e Reactiva magnesio e potassio. La cena si conclude con una tisanina digestiva che spurga anche gli ultimi rimasugli di Nasi Goreng del giorno precedente.
Il profumo dell'incenso "Spirital Guide" pervade il bivacco mentre la luna come un faro illumina la notte. È il momento delle decisioni sagge: domani attaccheremo lo Spigolo Parravicini con come relazione una mezza foto del libro fatta male, il motto sarà "scarse informazioni, scarsa probabilità di successo, avvicinamento complesso; cosa stiamo aspettando?!"
"Massì, è quasi tutta sul IV/V..."
Rifacimento zaini per il giorno seguente e altro fantasma che fa squillare il telefono...
h20.30 siamo in branda
E fu sera e fu mattino, 3° giorno
h6.45 sveglia, colazione come sopra..
h7.30 ci si incammina, passiamo sopra il ruscello che ci ha abbeverato per 2gg ed è tutto secco...
...L'acqua sta finendo
La neve se ne va
Il mondo sta finendo
Di sete si morirà ah aah...
Dopo 15' di avvicinamento ci troviamo su un ghiaione a circa 30° che risaliamo in perfetto stile michael jackson. 100m di dislivello più su 2 ometti in controluce ci indicano la retta via e ci permettono di uscire dall'inferno del MoonWalk, torniamo a camminare su del terreno con un minimo di stabilità, seguiamo gli ometti poi fantasia. Arriviamo ad un colletto dove al sottoscritto comincia a prendere il telefono ma non internet. Discesa per canale raccapricciante , rasalita per "facili" rocciette e traverso su cengia erbosa (molto erbosa ma poco cengia in alcuni tratti).
h9.15 Siamo all'attacco, internet prende e scarico la relazione che ci salverà la vita "SantBaloss" salvaci tu...
h9.30 si attacca.
- 1° tiro: facile su erba poi in sosta, la guida del libri diceva tutt'altro
- 2° tiro: diagonale poi diedro poi strapiombo poi gran vibrata fuori via poi sosta
- 3° tiro: strano concetto di IV+
- 4° tiro: strapiombo. Col Càz che il Boga nel '37 è salito di qui.. SantBaloss sbagli anche tu... Poi con tanta fantasia mi soazzo in sosta.
- 5° tiro: diedro strapiombo diedro, V+ se lo dici tu...
- 6° tiro: passeggiata su erba in diedro, anch'io voglio camminare in una valle verde...
- 7° ed 8° tiro: orgasmo su roccia
h13.30 è cumbre
Ci spazziamo a basso con 5 doppie interrotte da orientamento su canale sospeso e torniamo sul ghiaione di avvicinamento. Puntiamo i piedi a valle e il Moonwalk viene subito sostituito dallo sci ripido nel futuro e con le scarpe piene di sassi torniamo a baita.
Mangiamo gli avanzi e riempiamo gli zaini che non si capisce come possano pesare più del venerdì mattina e all 16.30 ci spazziamo a valle.
...in spiaggia di ombrelloniNon ce ne sono piùÈ il solito ritualeMa ora andiamo giù, uh-uh
In discesa impongo un ritmo talmente forsennato che temo una chiamata dal ministro della propaganda dei soviet che vuole far di me un eroe della rivoluzione.
h19.00 siamo alla diligenza, mi metto elegante, sciolgo i ronzini e li dirigo verso il Caravanserraglio "camping Sasso Remenno" dove il buon Mauro ci prepara una cena da re. L'Erminia, con tutta la sua grazia e la sua dolcezza, ci lancia la sbobba sul tavolo e in religioso silenzio ingurgitiamo tutto.
Il viaggio di rientro si svolge tra chiamate e messaggi per cercare di rintracciare la nave del pirata Barbanera che era data per dispersa sull'atollo corallino delle Pale di San Martino mentre cercava di seguire le orme del Vascello del Capitano Ermanno. Per fortuna, dopo qualche chiamata, riusciamo a scoprire che erano stati visti passare in un osteria della Tortuga dove Barba Nera non aveva mancato di farsi riconoscere ed aveva scroccato due lattine di Rum ad una dolce fanciulla locale, ma questa è tutta un altra storia...
... L'estate è già finita
E un anno se ne va
Son diventato vecchio
Di dolori son pieno già aah! ah!








