Le caramelle di Ermanno

Gruppo montuoso: orientale

Località: angusta 

Difficoltà: telecomunicazioni 2

Materiale necessario: da non perdere

In un noioso pomeriggio lavorativo, dopo aver interpellato lo stregone di 3b meteo, contatto il king proponendo un ultimo giro saldi di fine stagione. Puntiamo una fessura dolomitica di cui sappiamo solo che fu salita la prima volta da un tizio che sembrava un clochard e mangiava cioccolatini gusto ciliegia e pervitin.

La partenza avviene dal Maraja Social Center in tarda mattinata, dato che il king era alle prese con un altro tipo di fessura.Carichiamo alla buona la punto color grigio-Ouagadougou metallizzato e facciamo rotta verso le solite pale del san Martino, bramando già il momento in cui, la domenica sera, entreremo alla macelleria Oro ordinando due bistecche alte tre dita con patatine fritte, come farebbe un Tex Willer qualsiasi.Ora però è il momento di compiere l'impari lotta con l'alpe, quindi abbandonata la carrozza di lamiera ci mettiamo in cammino.

Arrivati al rifugio il king si rende conto di avere con se il pane ma non l'affettato, mentre io realizzo di essere privo di entrambi, e pure della frontale. Riusciremo fortunatamente a rimediare una mezza pensione al Pradidali e riuscirò pure ad ottenere lo sconto CAI seppur sprovvisto di tessera.

Fu sera e fu mattina.

Sono le 8 passate quando raggiungiamo il diedro dove attacca la nostra via, nel luogo meno soleggiato di tutto l'anfiteatro, ma è comunque il momento di assaltare. Dopo un primo facile tiro, con però il malus mani gelate, toccherà a me il primo di una lunga serie di diedri, e per qualche motivo dopo un tiro di V mi trovo in sosta piu in fuori del mio socio alla sosta precedente..boh!Da qui inizia un mare sconfinato di camini e strapiombi, che salirò sbuffando come una locomotiva ad ogni pompata di braccia, e durante i quali ci domandiamo se buhl in apertura fosse sotto l'effetto dei suoi cioccolatini.

In qualche maniera completiamo gli 11 tiri in meno tempo di quello preventivato dalla relazione sassi furbi (prima volta in assoluto), e qui intavoliamo un dibattito su quale sia la migliore soluzione di discesa. Alla fine con un' arringa degna delle peggiori puntate di forum, riesco a convincere il king che la soluzione migliore sia proseguire fino alla vetta e scendere dalla normale; parto quindi io su un traverso per guadagnare gli sfascioni sommitali.Proprio questi frangenti e l'esitazione del Teo si riveleranno fatali; intento a metter mano alla relazione formato A4 dimenticherà di chiudere la tasca e il telefonino color rosa terza età fornito in comodato d'uso dalla Assunta precipiterà lungo le vertiginose pareti, finendo scomposto in particelle subatomiche.Ma non c'è tempo per metabolizzare la tragedia, bisogna prima raggiungere la vetta (secondo gli insegnamenti di the endless), e poi tornare a valle.Arriveremo al rifugio dopo 3h di confortevoli gande, disarrampicate di esposizione dolomitica e qualche calata affrontata con mezzi non propriamente caiani.

Arrivati al rifugio, iniziamo a recuperare i nostri averi lasciati nel deposito.. forse per celebrare la nostra ardita impresa, o forse perché spiazzata dal fascino del king, la rifugista deciderà pure di omaggiarci due coca cole. Iniziamo a scendere sul buio sentiero, la torcia dello Xiaomi guida sicura i miei passi fino alla punto mettendo la parola fine alle fatiche, anche se ci sentiamo entrambi pervasi dalla delusione che sia ormai tardi per degustare le bramate bistecche della macelleria Oro. Sconsolati ci mettiamo alla guida, finché il mio telefono, ultimo sopravvissuto, agguanta un segnale.  Al ripristino delle comunicazioni sono sommerso da una lunga lista di messaggi che ci considerano già cibo per avvoltoi..devo intervenire, prima che facciano partire i cani da ricerca; lo farò con un audio, citando un famoso youtuber che aveva appena vinto 30 euro alle macchinette, dopodiché provvedo a rassicurare i parenti del king, data la triste sorte del suo telefonino (anzi, del telefono di sua madre). Anche il mio socio rimarrà sconcertato da tale accanimento, e riassumerà il suo pensiero con: "hahah, ci avevano già messo via sti balordi..ci vuole ben altro per fermare i chierichetti del Don Mario!".

La musica di Guccini inizia ad animare il viaggio, che non mancherà di una tappa pizza con finferli lardo e grana delle 22.Usciamo soddisfatti dal ristorante, e in pochi istanti la scatola di lamiera inizia a divorare la pianura.

Così finisce questa storia, con una punto che corre verso il lacustre impero, mentre il silenzio cala completamente sulle pale del san Martino. Le tenebre avvolgono le cime e le valli sprofondano nel buio più totale..solo una luce fioca e debole brilla ancora fra le ardite crode, come un ultimo e disperato richiamo, dallo schermo di un telefonino rosa con 97 chiamate perse.

Marajà

28/09/2026