
Eventuali pericoli: Agguati indigeni tra i mughi, Francesca Zanella
Materiale necessario: Matteo Corbetta
Sono a casa a progettare un giro solitario in grignetta, quando vengo contattato da un personaggio in cerca d'autore per il fine settimana. Zanella, dopo aver interpellato la sua intera lista contatti in cerca di soci, decide come ultima spiaggia di rivolgersi a me, che propongo Ginseng snobbando la sua idea iniziale. Mentre iniziamo a temere per le difficoltà tenniche, la provvidenza ci manda come un aiuto divino il Corbi, completando così la ricetta del disastro.
La partenza viene decretata dalla Zanella all'atroce orario delle 6.00, a cui arriverò con il solito moto lag di 8 minuti; la scelta del veicolo oggi risulta abbastanza vincolata, visto che anche il buon Corbi ha fatto la giocata di presentarsi in moto, rendendo la EffeZeta mobile l'unica vettura disponibile. Saliamo fino al parcheggio del Cainallo, dove a separare il nostro destino da una capitalistica multa metterò in campo il mio permesso da speleologo, scaduto 9 mesi fa, nella convinzione che tanto gli agenti della polizia locale non sappiano leggere (intuizione che si rivelerà corretta).
Percorriamo l'inglorioso avvicinamento fino al meraviglioso canale di Val Cassina, dove incontreremo civiltà aliene, che parlano fra loro lingue a noi non comprensibili. Da qui vaghiamo per le nebbie supponendo come Bellosguardo, per poi assaltare frontalmente un prato contenente più zecche di un centro sociale e finendo quindi divorati.
Da qui Zanella partirà al comando della cordata, andando allo sbaraglio sui tiri più impegnativi e vincendoli con grande coraggio e fiducia (degno di nota l'A0 sul micro 0.1).
Da qui prenderà il comando Corbi, filando un tiro di placcah e una cengia erbosa, prima di un tiro entusiasmante; il suo unico commento a caldo però sarà: "noo la dulfer! Che merda".
Da qui in avanti io e Corbi inizieremo in una strana intesa a comunicare solo a meme, e ad ogni suo tentativo di posizionare un friend ci scambieremo un:
-Entra??
-Non penso proprio!
Intervallati da qualche:
-beccati sto cigno!
Durante l’atletica ed ardita fessura.
Importante sottolineare ai fini narrativi che la Zanella sarà particolarmente innervosita da tutto ciò, sentendosi esclusa.
Da qua prendo io il comando della brigata su un tiro descritto come "placcah compattah molto tecnicah"; non il mio terreno ideale. Dopo aver vibrato per un buon 20 minuti riesco a raggiungere la sosta. Per seminare ulteriore zizzania, ad una richiesta della Zanella di recuperare la sua corda risponderò: "non vedi che sono impegnato ad aiutare il mio amico Corbi?". Il tiro successivo viene descritto come il 5c più bello del mondo... ma non ne coglierò questa gran magia, mentre mi preparo all'ultima lunghezza sul mio stile di arrampicata preferito: l'uscita su mughi. Vago per marcioni fino a trovare un buon arbusto dove nidificare, e decreterò la fine della via.
Inizia la discesa, dove ci smarriremo di nuovo nelle nebbie... mentre i miei compagni iniziano a usare le più disparate tecniche e tecnologie come azimut e kamut, io mi avvalgo del mio intuito di predone Navajo, e seguendo tracce di animali rinvengo un sentiero bollato. Sono quindi eletto guida della squadra per meriti guadagnati sul campo, e ad un bivio scelgo il sentiero che ci porterà sulla ferrata carbonari, e da qui su una cresta invasa dai mughi.
Ci facciamo strada tra la vegetazione, finché all'improvviso una sagoma con i capelli lunghi esce dai cespugli; quello che sembrava essere Rambo si rivela invece Mariano, the endless alpinist, probabilmente evocato dai nostri pettegolezzi. Narra di essere partito nel mattino dal suo ranch a Pasturo per arrivare fino a Mandello, in cerca di nuove terre da annettere alla sua tenuta.
Rimedieremo un invito a cena, e così finisce questa avventura, con una pizza di un tipico chef egiziano valsassinese.
Per oggi è tutto, appuntamento alla mia festa di compleanno il 19!
Maraja


