
Tempo di percorrenza: Di più
Difficoltà: Psicologiche
Segnavia: Le peste del Mainard
Condizioni: Nessun pericolo Valanghe
È la sera del 12/12 in sede CAI e i giovani alpinisti (e mezzi alpinisti) si ricordano che è loro dovere morale praticare l'alpinismo. Nonostante la mia assortezza momentanea mi sono immediatamente trovato coinvolto in ordine in: cascate, vie di misto, 196 chili di molibdeno, canali, roccia, 10 ton di zirconio. La confusione regna sovrana ma improvvisamente, quasi come segno divino, compare sull'instagram la salita di Devoti Mainardo alla leggendaria "sentiti libero", meglio nota come Feel Free (parete ovest della sorella maggiore del ramo lecchese). Inevitabilmente si forma la cordata bluetooth Maraja-Junior, che invano cercheranno di far approdare Bin Laden sulle sponde lecchesi.
Alle ore 6:05 i nostri eroi si ritrovano a Lecco già fiutando come due segugi le cattive cuundi. Junior sfreccia nella sua kia picanto alimentata a gpl su per le strade montane e, dopo aver rischiato qualche uscita di carreggiata, si giunge al parcheggio dove verrà schiacciato il tradizionale pisolino aspettando l'alba.
Giunti alla base del canale ci rendiamo tristemente conto che la via non solo non è in condizioni, ma è completamente assente. Procediamo dunque su placcah appoggiatah sperimentando la famosa tecnica di human tooling. Giunti al termine senza aver trovato un solo segno del passaggio del Tom Maynard decidiamo di proseguire per un inquietante canale con l'intento di attaccare la Piancaformia. Al grido di "Ognuno passa dove cazzo gli pare" la macchina di Garlate attaca la parete destra del canale mentre Junior tenta la prosecuzione per insidioso budello (fallendo miseramente). Uscito dalle insidie il King Kong delle Grigne di accorge del compagno in difficoltà e lo incita a seguire la sua traccia, che verrà giudicata pericolosamente esposta. In un momento di difficoltà psicologia Junior si rifiuta di affronrare il III grado slego e costringe Maraja ad effettuare un tiro ad entropia invertira lungo l'ardita parete per legarsi.
Giunti all'attacco della cresta ci rendiamo conto che le top condition lasciano desiderare. I nostri eroi si lanciano dunque in passaggi molto molto tecnici su misto fin all'arrivo della placca Junior. Il nostro eroe rifiutandosi categoricamente di effettuare un tiro di dry decide di ripiegare per dubbia parete ghiacciata; qui (dopo aver verificato che le picche in acciaio ballistic non penetrative la roccia) sarà costretto a chiede l'aiuto da casa, il quale risponderà "scendi e passa da dove sono passato io". Verificata l'impossibilità di tale azione il giovane brianzolo sarà costretto a sfruttare la memoria muscolare di tutte le posizioni del kamasutra per vincere infine l'infame parete.
I due eroi giungono dunque in vetta accolti da un terso paesaggio su l'arco alpino (leggenda narra di giornate così, una ogni cento anni). Inizia dunque la discesa, caratterizzata dalle innumerevoli e alquanto roccambolesche cadute del padawn, che dopo una parentesi di bob alpino riporta gli eroi al mezzo. Due rapidi Tokio drift nel parcheggio ed é il momento di cercare calorie.
Buone kundi a tutti .
Junior feat. Maraja




