
Autunno, il mese delle nebbie, il mese delle pioggerelle e dei cieli grigi, il mese in cui si riaccendono i riscaldamenti; ma in questo autunno 2025 qualcosa è cambiato. Niente nebbie, niente pioggerelle, niente cieli grigi. Così noi scalatori siamo ancora in piena attività, le temperature primaverili invitano ad osare e intraprendere ardite salite.
Uno squillo di telefono al compagno, due parole e la giornata di giovedì 13 novembre è organizzata. Mercoledì sera cominciano i preparativi, corde, materiale personale, una lettura alla relazione e cominciano a sorgere i primi dubbi. Via sportiva dal sapore alpinistico!!! Protezioni S1, consigliati i friends. Insomma non si capisce nulla su cosa ci troveremo ad affrontare; per ogni eventualità, meglio abbondare che deficere.
Di prima mattina, una buona colazione a base di latte e biscotti in quantità esagerata; sto per uscire e un messaggio del compago mi dice che arriverà con 30 minuti di ritardo al posto convenuto, che sarà mai, lo aspetterò con filosofia. Ricongiuntasi la cordata, si prepara il materiale, due barrette un poco di acqua e via all’attacco. Partenza sprint e poco dopo non ci ritroviamo con le indicazioni per l’avvicinamento… Calma e gesso, leggi e rileggi, bingo!!! Trovato l’inghippo.
La particolarità di questa via che ci apprestiamo ad affrontare, è quella che bisogna prima calarsi con quattro doppie da 55mt quindi salirla e nel caso di ripiego, il rientro non è certo dei più comodi e agevoli. Sono da poco passate le dieci, siamo pronti per partire, quando a metà tiro il compagno non passa, prova una, prova due, nulla. Ma l’aver abbondato nel materiale, prevedeva anche il “furbo”; giunto nelle mani del primo di cordata, oddio che eresia!!! Non ci vuole stare e cade. Piccolo incidente che ci fa perdere ancora del tempo prezioso per il recupero, intraprendendo ardite manovre.
Finalmente alle undici e trenta la carovana riparte e tiro dopo tiro macina metri, fino quando ad un tetto con una larga fessura il duo si arresta. Non preoccupatevi abbiamo anche il 3BD che useremo più volte alla faccia della protezione S1. Attenzione per vostra informazione, passiamo da un 3BD ad un micro, comprese le misure intermedie. Ore quindici temperature perfette ma siano solo a metà via, alle diciassette il sole tramonta, incrocio le dita e zitto, non voglio agitare il compagno.
Al sesto tiro un’incertezza, vado a sx o a dx, fa sì che una delle due mezze corde si incastri, un po’ di acrobazie per il secondo ma arriva in sosta. Sono tutte soste un po’ esposte e sospese, di mangiare e bere non se ne parla fino alla cengia del settimo tiro, quando all’ora di merenda, sono le quattro del pomeriggio, i nostri stomaci reclamano, una barretta e un sorso di acqua, nulla di più. Ricaricati nel fisico e nella mente, chiudiamo l’ottavo tiro, e il nono, ma alla sosta prima dell’ultimo tiro, il decimo, dobbiamo prendere la frontale, fortunatamente anche quella era stata messa nello zainetto, per uscire e chiude i conti con la via. Lecco al tramonto è bellissima, una stretta di mano e una pacca sulle spalle, sono i gesti che chiudono una giornata un poco tribulata, ma in fondo entusiasmante. Per completezza di informazione avevamo anche una staffa, che abbiamo usato, anche spesso!!
Dalla alba al tramonto, una giornata da incorniciare sul Forcellino, con vista sul lago per ripetere la Via ASTRA, con Manuel e Beppe. “Veni, vidi, vici”

