Fritto misto!!!

Difficoltà: 
Finalmente da primi!!!!

Il secondo atto del finale senza Finale ci vede impegnati sul calcare di Galbiate. La partita inizia più tardi del solito, ritrovo al Bassi ore 9:00 per contrastare i morsi del freddo dopo la prima nevicata dell’anno. Dopo un paio di forfait dell’ultimo minuto partiamo con due sole macchine, i Veranesi ormai una repubblica autonoma guidata dal Beppe Milesi, sono già in loco ad occupate tiri.

Arrivati alla cava, dopo un avvicinamento sulla rinomata Ferrata di Galbiate, ci appropinquiamo al settore Oasi della falesia e iniziamo a distribuirci sui tiri. Seguo Ciccio verso l’ala più a destra dell’amena radura che ci accoglie, con me Filippo. “Questi sono più tecnici e meno unti” - avrei capito dopo. Il primo tiro è un diedrino simpatico definito “alpinistico” dall’istruttore. “Ci torneremo per farvelo fare da primi!” dice Ciccio, non accadrà.

L’arrivo di Gianfri mi priva del mio compagno di scalata e dopo un altro tiro la fatidica domanda: “Lo fai da primo?”. La salita è emozionante, il tiro, non troppo impegnativo mi lascia delle buone vibes. Mi segno mentalmente il nome del modesto 4b che apre la mia carriera da primo di cordata: “Un bel gesto”. Sembra un buon auspicio.

Scendiamo nella parte centrale del settore e faccio conoscenza del partner principale della seconda parte della mattinata: sua eccellenza l’unto. Se all’Eretico si griglia probabilmente qui sotto la parete hanno fritto le patatine per l’adunata nazionale degli Alpini. Dopo un paio di piedi sdrucciolevoli si trova il ritmo, i primi due tiri da secondo, poi al centro del settore da primo. 

A parte un paio di momenti “dove devo andare mo’?” va bene e quindi decido di approcciare anche l’ultimo tiro da primo nonostante anche il buon Ciccio si sia arrestato nel passaggio chiave. Dovevo capire che non era il caso di sfidare così la sorte, invece la spavalderia era troppa. Arrivo al punto fatidico in relativa scioltezza, riesco a mettere le dita nella fessura, ma le braccia non mi tirano su, alzo il piede su quello che sembra un bell’appoggio, spingo… unto e caduta. Le due ripetizioni successive non portano a miglior fortuna e scendo con le pive nel sacco. Almeno ci siamo tolti la paura di cadere, forse.

Segue assegnazione della scrittura del report e raccolta dei rinvii da parte del Beppe. Affiancato da Samu nel riordino dei materiali discutiamo di Nietzsche (si legge con due c) nello sconcerto generale. Raccolte corde e ferraglia ci troviamo tutti dove la giornata è iniziata, gli istruttori orgogliosi che tutti siamo saliti da primi, noi stanchi e soddisfatti per un’esperienza che ci ha spinti oltre la comfort zone e ci ha regalato una nuova passione.

Ed ora attrezzatevi e scalate!!!!

22/11/2025