Manuale del giovane Highlander

Località: libera 

Tempo di percorrenza: dipende da Ryanair 

Eventuali pericoli: coloni inglesi

Materiale necessario: tutto tranne gli eccentrici

"Metereopatia, portami via dalla Lombardia, finché non splende il sole dell'anarchia". Così cantavano i violenza d'antiquariato, che evidentemente non sono mai stati in Scozia.

Questa matta idea nasce dal solito Battistini, noto al regime come "il Ceceno", che dopo aver perpetrato rivolte nella sua terra natale si è dato alla macchia cercando rifugio nei piu repulsivi e disgustosi colatoi dell'arco alpino.

Dopo aver appreso dai TG internazionali che esiste un angolo di mondo in cui lo scalare su toppe d'erba gelata e cercare quanto di più lontano possa esistere dal bel ghiaccio blu di cascata è pane quotidiano, non ha saputo resistere al richiamo e ha subito radunato una milizia pronta a quasi tutto, da condurre in questa terra promessa.

Tale milizia vanterà tra le sue file:

  • Maraja, nonché autore di questa pattumiera letteraria 
  • Gigi, che probabilmente dopo aver prenotato una settimana a kalymnos si è perso all'imbarco passeggeri 
  • Ben, di cui ancora ignoriamo l'origine del suo nome d'arte 
  • Beks, l'unica barba che, seppur sbiancata dagli anni, può competere con la mia
  • Century Fox, soggetto clinico affetto da una patologia simile a quella del sopracitato ceceno
  • Puma, infiltrato in territorio nemico, subito riconosciuto per possesso degli unici affettati di qualità presenti nell'intero paese.
  • Luk, mio fedele compagno di alcolismo norvegese, e suo malgrado, compagno di stanza scozzese.

Appena atterrati in territorio nemico andiamo a ritirare le nostre carrozze e a seguito di dinamiche ancora poco chiare vengono assegnate, al Ceceno una BMW serie 5 berlina, vettura dimessa dalla malavita locale e a Luk una serie 1 di un color viola gradevole come l'ananas sulla pizza. Subito veniamo messi alla prova da una delle tante insidie di queste terre ostili, la guida a sinistra, che durante il viaggio rischierà di farci rimediare un bacio a stampo con un ford transit.

Se al mondo c'è una cosa che mi fa arrabbiare più di un asso di briscola giocato in prima mano, è il non utilizzo del sistema metrico, le distanze in yard e i limiti di velocità in miglia orarie mettono a dura prova il mio umore, che però si risolleverà al bar, dove invece che una media di Guinnes riceverò una pinta.

A Stirling oltre alla prima di una lunga serie di birre recuperiamo anche il Puma dal suo avamposto e ci dirigiamo alla nostra base per i prossimi giorni, una casa all'interno di una fattoria. Avremo per vicini da un lato una simpatica coppia di vecchietti che parla una lingua a me sconosciuta, dall'altro un cane e due cavalli.

Visto che le possibilità di comunicare con entrambi i vicini sono nulle, decido di fare un giro dell'abitazione, dove fra tanti oggetti uno in particolare cattura la mia attenzione: una stufa a legna pronta ad essere trasformata nel reattore 4 di Chernobyl.

Fu sera e fu mattina, ci troviamo in cammino sul sentiero che porta alla base della Nord del Ben Nevis, una montagna che supera i 4000, sempre grazie al sistema imperiale che le misura in foot. Durante la marcia siamo sferzati da forti raffiche; la neve sollevata regala le stesse sensazioni che si potrebbero provare in una sabbiatrice. 

Io e Century insieme a Gigi e Puma attaccheremo la waterful gully, che renderà più confortevole la nostra permanenza con uno spindrift bidirezionale, che colpisce sia nella classica configurazione aria-terra, che nella più innovativa terra-aria. Parte il mio compare sul primo tiro, finché qualcosa di inaspettato turba la sua progressione; dopo aver spaccato un pezzo di ghiaccio, questo grazie al vento inizia a cadere verso l'alto. Deciderà comunque di gridare un "occhio, ghiaccio!", probabilmente rivolto a Samantha Cristoforetti in orbita sopra i cieli Scozzesi. Qui prendo io il comando e arrivo ad una sosta allestita da Gigi, che vanta di aver beccato l'abalakov al primo colpo. 

Mi sentirei di dire meno male, perché  non ci sarebbe stato ghiaccio a sufficienza per un secondo tentativo. Io e Gigi decidiamo di aver preso abbastanza vento, e ci chiuderemo nel rifugio, mentre Century e Puma attaccheranno un altra via. Nel bivacco incontreremo tale Matteo della Bordella, nostro compatriota anch'esso in "vacanza" . Al rientro i racconti dei nostri compagni saranno vaghi e confusi. Ricordano solo una grotta maleodorante a metà via. Le loro menti sono andate, se le è prese il Ben Nevis. Seguirà lunga discesa e spesa a base di birra e discutibili generi alimentari, tra cui le patatine gusto aceto, che ci tormenteranno per tutta la durata del viaggio. Tra le provviste è presente anche un formaggio arancione, nell'aspetto molto simile a quello che vendono a Rogoredo.

La sera verrà riunito il consiglio di guerra, e la decisione sarà orientata verso una montagna dal nome impronunciabile, che verrà ribattezzata per assonanza "sentire i Megadeth". Gigi, Puma, Ben, e Luk attaccheranno la via zucca, mentre io, beks, century e il ceceno la Smith & Wesson, capolavoro di arrampicata su ghiaccio firmato dal signor gully. Giunti alla base della parete ci rendiamo conto di aver davanti diverse cordate di higlander autoctoni, per cui saremo costretti a una lunga attesa che sarà fonte di principi di congelamento. Parto io, su un primo tiro bellissimo, dove comunque, grazie ad un massiccio spindrift, oltre al piacere avrò anche la giusta dose di sconforto. Giungiamo in sosta e ci prepariamo a una lunga attesa. Lezione 1: mai fidarsi degli scozzesi quando l'erba è ricoperta di ghiaccio. Mentre io e il beks in sosta iniziamo la trasformazione criogenica in green boots, il ceceno parte per un tiro in un canale molto stretto e incassato, ricoperto di un bellissimo alpine ice. Non riusciremo a vederlo, ma sentiremo versi di piacere provenire dal sopracitato budello ghiacciato. Parto io per l'ultimo tiro di ghiaccio, con la raccomandazione del beks di proteggere la sosta, dato che una della due viti è entrata piuttosto vuota, cosa che qui accade soventemente. Al termine di tale lunghezza sfrutterò la sosta allestita da Century Fox, che da due chiodi fatiscenti ne ha ricavato un' infrastruttura in grado di reggere qualsiasi calamità naturale. Da qui seguirà un tiro di uscita su neve, circondati da pareti incrostate di brina come il congelatore del peggior kebabbaro di Istanbul.

La cima è sferzata dal solito vento, che ci costringerà a una veloce discesa; seguirà un rientro sotto una non troppo gradevole pioggia. Le testimonianze video dei nostri amici sulla via pumpkin mostrano il Ben uscire dal tiro finale brandendo le sue x sogno come un vero higlander userebbe la sua ascia da guerra, il tutto documentato dalla telecronaca di Gigi.

Il giorno seguente verrà dedicato alla cultura, e visiteremo la distilleria di Oban; non riuscirò a tradurre granché, ma scoprirò che per produrre il whisky viene usato il turf, il che potrebbe spiegare le tendenze etiliche dei climber locali. La sera la nostra fame di sapere ci spingerà nel mondo della letteratura di montagna, dove però i commenti negativi della critica ci faranno desistere dall'acquisto di un libro.

Il giorno seguente saremo messi alla prova dal caldo che ha colonizzato le terre alte peggio degli inglesi; le ottime condizioni dei giorni precedenti sono presto andate in mona ma decidiamo comunque di sperimentarlo in prima persona.  Inzia quindi un altro avvicinamento, dove avvisteremo numerosi cervi. Il resto della ciurma mi convince a desistere dal bracconarli e raggiungiamo quindi la base della parete. Gigi, Luk, Ben e century fox attaccheranno una cascata in salute quanto noi che ci stiamo scambiando virus come figurine da ormai 5 giorni, mentre noialtri ci divideremo su due vie.

Io e puma decideremo saggiamente di affrontare una cresta, mentre Bat e Beks un canale. Questi ultimi dovranno presto rivedere i loro piani, dato che la fatiscenza del canale raggiunge picchi inaccettabili persino dal ceceno, che quindi devierà sulla nostra via. Segue la cima e il solito vento. Durante la discesa smarriremo il sentiero, per fortuna però incontriamo dei locali a cui Puma, unico anglofono del gruppo, chiederà indicazioni. Dopo aver conferito con quella che lui stesso definirà "la zia di Tutankhamon" scendiamo per neve e paludi, fino a reperire un sentiero. Il reperto archeologico ci ha consigliato bene. Da qui solito rientro sotto la pioggia, dove non mancheremo di soccorrere un gruppo etnico bloccato dalla palta nel parcheggio.

La sera, complice anche la grossa mole di roba da asciugare, mi dedicherò al mio oggetto preferito, la stufa, ma i miei compagni mi fermeranno prima che io possa causare la fusione del nocciolo.

Il giorno seguente verrà dedicato al turismo, e ci dirigeremo ad un viadotto, reso celebre dai film di Harry Potter. Quest'attrazione non sembra entusiasmare Century Fox, che insiste che a Poschiavo ce ne sia uno più bello. Da qui intraprendiamo un lungo spostamento automobilistico; purtroppo per noi il Ceceno ha imparato ad usare la modalità boost della sua auto e sembra rivivere nella realtà quello che un tempo faceva su Need for Speed.

Fortunatamente arriviamo intatti al lago di Lochness. Qui è chiara la superiorità del nostro popolo rispetto ai locali, dal momento che noi il mostro dell'oceano di Garlate lo abbiamo già scoperto, e gli abbiamo pure dedicato una falesia, mentre la creatura degli abissi locali risulta ancora da trovare.

Il giorno del rientro lo trascorreremo al monumento di William Wallace, dove al prezzo di 7.50 sterline potremmo goderci gli ultimi istanti di vento. Istanti che però ci costeranno un notevole ritardo sulla tabella di marcia, che il Ceceno cercherà di rimediare con la modalità boost. Purtroppo, o per fortuna, la scarsità di benzina azzopperà il nostro cavallo e ci condurrà sani e salvi a destinazione. Qui il bagaglio del Ceceno finirà di nuovo vittima dei controlli, il che causerà la sconsacrazione dell'aereoporto di Edimburgo.

Facciamo rientro in patria, dove la nostalgia delle raffiche inizierà subito a farsi sentire...

da questa grande squadra solo per ora è tutto... alla prossima!

-Maraja

25/02/2026