
Sono in garage a rimontare il serbatoio della mia moto, la fascetta dello sfiato continua a scapparmi di mano e in un impeto d'ira sto per radere al suolo l'intero stabile, quando un messaggio del Bitumiera interviene a salvare la città da un incendio doloso.
Propone la cascata di Patrí.
Decido di rilanciare come in una mano di texas holdem e proporre Sodoma, che viene accettata con entusiasmo. Sarà della partita anche il direttore Milesi.
È il momento di scegliere il mio compagno di cordata. Nessun dubbio, è sufficiente lo sticker "Ue faraone!" E la domanda "hai voglia di pisciare fuori dal vaso?", il Mazza ha già in mano le sue nuove X-sogno e un set di viti Camp blindate.
Domenica mattina: o meglio sabato notte, il telefono vibra con irriverenza, esco dalle coperte bramando un caffè quadruplo gusto catrame, ma mi accorgo che a suonare non è la sveglia ma il Bitumiera che mi chiama. La sveglia ha fallito!!???
Inizia una disperata corsa contro il tempo, che ci costerà comunque 20 minuti di ritardo. Prevedo di essere normalmente falciato dal Milesi, che invece non proferisce parola a riguardo. Dopo un’ora abbondante di guida la stanchezza derivante dai lavori del giorno precedente ha la meglio, cedo il timone al Mazza e mi addormento, per non sentire i suoi soprusi alla mia povera frizione. La dea bendata ci fa un nuovo regalo, l’autista non vede la deviazione Aosta e prosegue direzione Torino, accumulando altri 20 minuti di ritardo.
Giunti finalmente al parcheggio, la candela di Sodoma è ben visibile, e il suo blu intenso sembrano per il Bitumiera come il mantello rosso di un torero, lo vedremo quindi partire sul sentiero a testa bassa e seminarci. Giunti all'attacco parte la cordata Milesi-Bitumiera, che avrà onere e onore di tirare l'intera cascata.
Importante segnalare che durante il primo tiro Milesi farà cadere una vite... dopo questo e i mancati rimproveri della mattina il complottismo si impossessa di me, e inizio a pensare che sia stato sostituito da un sosia. Maledette “destre”.
Nella cordata, mezzi da demolizione, Mazza-Maraja, toccherà al mio compare aprire le ostilità... seguendo il buon esempio dei più esperti, anche lui deciderà di perdere una vite, che però non sfuggirà al condor alpino Maraja.
Verso la fine del tiro in preda a un viaggio psichedelico, il buon Mazza, decide di abbandonare l'ottimo ghiaccio per andare a infrattarsi in un campo di meduse, beninteso sotto intenso stillicidio, e arrivare a pochi metri dalla sosta in balia di un delirio allucinatorio. Dopo aver visto i propri ramponi uscire dal ghiaccio, ed essersi salvato da una rovinosa piomba aggrappandosi alle X-sogno con muscoli d'acciaio e forza cieca di baleno, in una ormai inflazionata visione alla Fantozzi, Milesi sembra abbandonare il taglio alla Pedeferri e riacquistare i capelli, e tramutatosi in Gesù, lancia un’asola di corda. Pericolo sventato.
Lo raggiungo alla sosta su spit in caratteristica grotta di ghiaccio, che deve aver comportato allo sventurato Bitumiera non poca tribolazione per essere raggiunta.
Ora tocca a me. Sto per partire per il tiro che la relazione descrive come: "bella colonna tecnica e aleatoria", sono sovrastato da minacciose frange e prevedo che da lì a poco dovrò girare la mia biancheria intima. Ora è il mio turno di percorrere le magiche visioni del ragioniere; anch'essa popolata da lunghi capelli bianchi.
Le parole di Bastianello, che ricordando i bei tempi andati, raccontavano di un fiffi pronto all'imbrago, mi tornano in mente e decido di prepararmene uno. Anche perché, ci tengo a ricordare, da buon rosso non sono padrone del grado 5 ma più che altro occupatore abusivo.
Il tiro scorre poco alla volta, tra una vite piazzata in modo esoterico e anche un utilizzo del sopracitato trucco Bastianello, che dovrò ricordarmi di ringraziare in seguito. Immancabile scatto dell'occhio del cielo, tecnica brevettata dalla cordata Mazza-Maraja, e arriva l'atteso "molla tutto!".
Lascio al socio l'onore di calarsi per primo, decisione che gli costerà una buona mezz'ora a sbrogliare i nodi più fantasiosi che si sono formati sulle mie gully. Al mio turno di scendere scopro con terribile disappunto che la doppia va nel vuoto... ciò farà rivivere in me le sensazioni del campanile di Santa Valeria, per chi c'era o chi ha letto il report sa che non sono state troppo piacevoli. Ai miei poveri boxer rimangono solo due lati.
Arrivati alla base il mio compare esprimerà la propria tumefazione con un "sono sfinito!", a cui seguirà il mio "pure io completamente arato".
Ho sempre fatto vanto delle mie molteplici attività, con racconti di turni in 118 incastrati tra officina e Mato Grosso, creste Osa e val Boazzo incastrate tra bagno al lago e karaoke allo Spot. Ma evidentemente il serbatoio non è infinito, e tra la legna di ieri e la cascata di oggi sono a secco. Non sembra dello stesso avviso la cordata Milesi-Bitumiera, che decide di attaccare anche la vicina Gomorra. Con un lunghissimo tiro da 70mt, superano le due cordate spagnole, raccordo nevoso, quindi attaccano l’uscita di dx, bel colonnato e candela finale. Due lunghissime doppie e raggiungono la base, mentre la cordata Mazza-Maraja, sta volgendo in ritirata verso la macchina.
Una volta riuniti atterriamo in un bar locale, dove un vecchietto in terrazza ci mette in guardia sulla presenza di fauna femminile all'interno. Decidiamo di mandare avanti il nostro cavallo migliore (Milesi, ovviamente) per massimizzare il più possibile le probabilità di conquista, incredibilmente resteremo a bocca asciutta; ma almeno avremo la pancia piena, birra e panino super!!
E con questa terribile notizia, il traffico in rientro, e una frugale ricerca di viveri all’Eurospin, finisce questa grande giornata di ghiaccio.
Alla prossima! Maraja




