Progetto del Vento on the rock

Sabato di fine ottobre, giornata di pieno sole.

Programma: falesia di Menaggio con i ragazzi del Progetto del Vento.

Prime prove su roccia — c’è sempre un po’ di riverenza (e timore) al primo approccio.

Vestizione, due chiacchiere, e arrampicata su… vecchissimi animali morti sedimentati. Si parte!

“Fanno male le gambe o le mani?”

“Le unghie!”

Già dai primi metri si dà tutto, e si capisce subito che arrampicare… è fatica.

Pochi minuti dopo, il Rosso da primo su un tiro tosto esclama: “Sport di m***a!”.Ora, magari un lettore appassionato di climbing potrebbe storcere il naso… ma lì, due metri sopra l’ultimo rinvio e uno sotto il prossimo, c’era il Rosso — e non ci sentiamo di contraddirlo.

Il resto è già storia: un caparbio Fede chiude la sua prima via e dall’alto si gode il panorama conquistato; Andre, tra una pizzetta e una fetta di torta (a suo dire “tre”, ma poi ha ammesso che dopo la terza ha smesso di contarle), si prepara per il secondo tentativo.

Meno caparbio, si arrende alla verticalità, ma prima ci regala un momento epico: infilatosi in una grotta, abbiamo assistito all’apparizione della Madonna delle Focaccine.

Il sole gira, si nasconde dietro la parete: la stagione cambia. Scatta la corsa ai piumini per gli ultimi tiri — o, vista da fuori, un’esposizione di provole di caciocavallo a gambe all’aria.Ma non è tempo di stagionature, quindi smontiamo tutto e ci concediamo focaccia e crostate intorno al tavolo.

Infine sì, l’arrampicata è fatica, ma anche sfida; è pulizia nei movimenti, ma pure tirare al massimo su un appiglio minuscolo; è provarci e non riuscire, è raggiungere una meta effimera per poi subito tornare.

È dialogo con se stessi e con gli altri. È condivisione.

Ed è tutto questo, alla fine della giornata, a vincere sulla fatica.

Andre… ti stai sognando su qualche parete?

…Mmmmh…

~ Il Progetto del Vento x CAI Seregno

25/10/2025