La fine di una via è solo l'inizio

È ancora vivido in me il ricordo dell’agitazione che ho provato la notte precedente la prima uscita pratica; eppure eccomi qua, pronta per affrontare l’ultimo attesissimo weekend del 46esimo corso di alpinismo…

Di già?!

Stavolta il sonno è tranquillo, ma breve: non c’è tempo da perdere, le Dolomiti ci aspettano! Alle 5.30  si parte e per fortuna il viaggio passa in fretta, tra tanti pisolini e qualche chiacchiera con Fra e il mio istruttore, il Gianfri di Valmadrera: non vedo l’ora di scalare con loro! Siamo quasi arrivati: percorriamo la strada panoramica del Passo Sella e i miei occhi restano incantati di fronte allo spettacolare gruppo del Sassolungo… Chissà quali meraviglie mi riserveranno le rocce dolomitiche! Il gruppo si divide tra chi scalerà alle Torri del Sella e chi al Piz Ciavazes; a noi tocca quest’ultimo, percorreremo la via Rossi/Tomasi.

Su l’imbrago, zaini e corde in spalla e iniziamo l’avvicinamento, che in breve ci conduce all’attacco della via, posto al centro di una gola, a destra dello spigolo giallo strapiombante e dell’impressionante serie di tetti su cui corre la Via Italia ‘61. La giornata è splendida, la temperatura ideale, le nostre cordate carichissime: i presupposti sono ottimi per un’arrampicata indimenticabile in questo ambiente unico. Partiamo Gianfri e io, seguono Fra e Simo. La prima metà della via procede bene: valuto con calma i movimenti, cerco i piedi, è ben ammanigliata e vado su abbastanza tranquilla. Poi arriva il quinto tiro, il tiro chiave, che inaugura una serie di tiri per me molto sfidanti e bellissimi, ognuno a modo suo: qui incontro maggiori difficoltà, soprattutto nel gestire la mia paura di non essere all’altezza e di non farcela a proseguire. Ma per fortuna ci sono i miei compagni, che mi incoraggiano a tirare un bel respiro, a fidarmi dei miei piedi e di me stessa: posso farcela! Non mi faccio prendere dal panico, mi faccio forza e spingo su: ce la faccio! Poi un bel traverso, un po’ esposto ma non mi fa paura, anzi, mi entusiasma! Mentre sono concentrata sui passi da fare, Fra e Gianfri mi lusingano con un servizio fotografico degno di una rivista! Eccoci all’ultimo tiro, comincio a sentire la stanchezza ma mi dico: “Dai, ci sei quasi, l’ultimo sforzo!” E che sforzo! Partenza un po’ boulder per il tratto finale di questa bella via: qualche aiutino e suggerimento ed eccomi su, sto per sbucare sulla cengia e sento i saluti e gli applausi degli altri miei compagni arrivati lì percorrendo altre vie: che emozione stupenda! Abbraccio Gianfri e poi finalmente mi riposo qualche minuto e ripenso soddisfatta ed entusiasta alla via che ho appena concluso. Aspettiamo anche la seconda cordata e poi via, pronti per la discesa, che percorriamo un po’ camminando, un po’ disarrampicando e con una breve discesa in doppia.

Finalmente siamo alla macchina, ci sistemiamo e ci dirigiamo al nostro hotel, dove ci attende un bel bagno in piscina con tanto di idromassaggio, sotto gli occhi perplessi di qualche ospite attempato, perché si sa che questo è il classico hotel frequentato dagli anziani in villeggiatura (cit. Giacomino). Dopo un tentato avvelenamento ai danni della sottoscritta, corriamo a farci una doccia, giusto in tempo per la cena. La serata trascorre piacevolmente, tra bigini, pacchetti di aggiornamento, bicchieri di vino non offerti, pere più dure della roccia e birre rimandate all’indomani. È ora di preparare gli zaini, un’altra giornata dolomitica ci aspetta! Ma prima, finalmente, nanna. 

La domenica comincia con un’abbondante colazione, ma per fortuna il dovere (e Milesi) ci chiamano: il buffet è salvo!  Il ritrovo oggi è al passo Sella, scaliamo quasi tutti alla Prima o alla seconda Torre del Sella, mentre qualcuno ha la fortuna di cimentarsi in qualche tiro alla Città dei Sassi.

Le nostre cordate oggi si sono guadagnate la via Trenker alla Prima Torre del Sella. Siamo io e Tiziano, Manuel con Simo e Damiano. Breve avvicinamento anche oggi, ci confrontiamo per trovare l’attacco della via ed eccoci pronti a partire! Comincia Tiziano: il primo tiro è veloce, arriva presto in sosta e quindi parto io. Manuel e gli altri ci seguono spediti, siamo pronti per il secondo tiro, il più difficile. È un bel diedro impegnativo, almeno per me, ma, come sto imparando a fare, cerco di mantenere la calma e di ragionare su dove mettere piedi e mani. Piano piano progredisco e arrivo in sosta, ce l’ho fatta ancora! La via prosegue con diedri e brevi traversamenti verso destra, poi un altro diedro, l’ultimo, porta all’uscita della via, sulla cresta che conduce alla vetta della Prima Torre. Già finita? Siamo stati velocissimi! Il tempo di uno spuntino e della foto di rito in vetta e ci prepariamo alla discesa. Anche oggi camminiamo, disarrampichiamo, una discesa in doppia e poi proseguiamo sul sentiero fino alla macchina. Siamo i primi, quindi ci mettiamo “comodi” all’ombra ad aspettare i nostri compagni. Non vediamo l’ora di berci la tanto agognata birretta, degna conclusione di questa bella giornata, di questo weekend speciale e, purtroppo, anche del corso.

È incredibile, sembra ieri che litigavo con barcaiolo e mezzo barcaiolo e ora siamo qui, ancora insieme, a raccontarci impressioni, momenti trascorsi e aspettative future, brindando alla fine del corso e all’inizio di tutto. Prima di metterci in macchina alla volta della Brianza, immortaliamo i nostri sorrisi e tutte le emozioni che abbiamo vissuto insieme con una bella foto di gruppo. Mentre sorrido guardando l’obiettivo, penso a quanto sono stata fortunata ad avere avuto questa opportunità, penso alle risate di gusto che mi sono fatta, penso ai brividi di paura ma soprattutto a quelli di felicità che ho sentito, penso alle persone che ho conosciuto e a quelle che spero di incontrare grazie a questa passione, penso alle esperienze che ho vissuto e che voglio raccontare e a quelle che vivrò e che non vedo l’ora di scoprire e penso che vorrei abbracciarvi tutti, uno per uno, perché, come mi ha detto un amico, non c’è niente che non passi con un abbraccio. 

Grazie di tutto, Martina. 

25/06/2023