Torre d'Ambiez - Diedro Armani

Schede primarie

Torre d'Ambiez - Diedro Armani

Difficoltà: 
VI; R3
Sviluppo: 
250m
Gruppo Montuoso: 
Dolomiti di Brenta
Località di Partenza: 
Ristoro Dolomiti; San Lorenzo in Banale
Quota di Partenza: 
870m il parcheggio, 1820m il Rif. Cacciatore
Quota di attacco: 
2600m
Punti di appoggio: 
Rif. Cacciatori (1820m); Rif. Agostini (2410m)
Quota di vetta: 
2830m
Avvicinamento: 
25' dal rif Agostini; 1h45' dal Cacciatore
Tempo di salita: 
3-4h
Tempo di discesa: 
1h al rifugio
Esposizione: 
E-SE
Tipo di roccia: 
Dolomia
Periodo: 
estate
Data ripetizione: 
16/09/2026
Attrezzatura e materiale: 

Via con chiodatura classica, le soste sono tutte a spit. Per una ripetizione portare una serie difriends fino al 3BD. 

Descrizione avvicinamento: 

Raggiungere San Lorenzo in Banale e da qui seguire le indicazioni per la Val d'Ambiez, proseguire in auto fino al Ristoro Dolomiti (870m) dove si lascia l'auto. Da qui è possibile proseguire a piedi (3h fino al rif Cacciatore) o sfruttare il servizio navette (13€ solo andate e 20 A/R nel 2026).

Giunti al rifugio Cacciatore (1820m) prendere il sentiero sulla sinistra (325) che si alza tra pascoli e mughete, seguire sempre le indicazioni per il rif. Agostini (2410m).

Dal rif. Agostini seguire il sentiero che parte sul retro del rifugio (358 e 321), al primo bivio seguire il sentiero 358 che sale per ghiaioni in direzione della bocchetta della Tosa. giunti ad un pianoro con enorme blocco salire a sinistra in direzione della parete della torre d'Ambiez, la via attacca seillo spigolo subito a sinistra del diedro percorso dalla via. 

Descrizione itinerario: 
  • 1° tiro: salire a 2 chiodi poi traversare lungamente a destra fino a prendere il diedro, salirlo e proseguire ancora quando si verticalizza fino a raggiungere la sosta su 2 spit con anello. IV+; 35m
  • 2° tiro: Salire l'ostica diedro a destra della sosta fino ad uscire su terreno più semplice, proseguire fino ad incontrare la sosta su 2 fix. V; 25m.
  • 3° tiro: prendere il canalino di destra ignorando il diedro principale e proseguire fino al terrazzo con 2 chiodi (vecchia sosta), qui proseguire per diedro ora più verticale fino a raggiungere la sosta su 2 fix. V-; 35m
  • 4° tiro: sopra la sosta per camino o per lama aggettante sulla destra, proseguire per camino che piega leggermente a sinistra fino ad uscire sulla cengia dove si traversa a destra per sostare su clessidra sotto il diedro del tiro successivo. IV+; 30m.
  • 5° tiro: salire il bel diedro, proseguire lungamente fino ad una nicchietta con chiodi, qui vincere un passo più aggettante e raggiungere poi la sosta su 2 fix. IV+; 35m
  • 6° tiro: salire a sinistra della sosta e poco dopo rientrare nel diedro, proseguire fino ad una clessidra ed un chiodo, proseguire ancora per diedro o poco a sinistra di esso, rimontare un tratto verticale e raggiungere una sosta su 2 chiodi (possibile sosta intermendia)ò proseguire ora sulla sinistra e non nel diedro principale, raggiungere un chiodo e poso dopo esso, quando la roccia peggiora, ritornare nel diedro principale e raggiungere la sosta. IV+; 50m (sostenuto)
  • 7° tiro:  salire l'ultimo tratto di diedro, proseguire per canalini fino ad una cengia poco sotto la cima dove si incontra una possibile sosta (chiodo e clessidra), rimontare il muretto sopra di essa e poi obliquare a sinistra ad una clessidra cordanata e da quialla sosta in cima alla torre. IV; 40m.
Discesa: 

Dalla vetta calarsi lungo il versante sud con 3 corde doppie:

  • Dalla vetta a una sosta circa 25m sotto sulla sinistra viso monte
  • da qui con una calata da 60m fino ad una cengia con sosta dietro un masso
  • Dalla sosta del masso al grosso ripiano, 35m

Proseguire ora disarrampicando e raggiungendo il ripiano vero e proprio, seguire sempore gli ometti che permettono zigzagando di scendere un altri risalti, giunti in un vallone proseguire seguendo gli ometti che scendono dritti raggiungendo il sentiero e non quelle che deviano a sinistra su un ampia cengia. seguire il sentiero con qualche facile tratto di corda fissa che in breve riporta al Rif. Agostini.

Primi salitori: 
M. Armani 1938
Ripetizione di: 
Gigi e Marco
Disclaimer
L’alpinismo su roccia e ghiaccio è un’attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata preparazione fisica e psicologica. Quanto riportato nella relazione, pur essendo redatto con grande precisione, deve essere valutato sul luogo e non può sostituirsi alla vostra valutazione ed esperienza personale.