Cima d'Ambiez - Via della Soddisfazione

Schede primarie

Cima d'Ambiez - Via della Soddisfazione

Difficoltà: 
VI; R3
Sviluppo: 
320m
Gruppo Montuoso: 
Dolomiti di Brenta
Località di Partenza: 
Ristoro Dolomiti; San Lorenzo in Banale
Quota di Partenza: 
870m il parcheggio, 1820m il Rif. Cacciatore
Quota di attacco: 
2710m
Punti di appoggio: 
Rif. Cacciatori (1820m); Rif. Agostini (2410m)
Quota di vetta: 
3102m, 3000m la fine della via
Avvicinamento: 
35' dal rif Agostini; 1h45' dal Cacciatore
Tempo di salita: 
5-6h
Tempo di discesa: 
1h30' all'attacco e 30' dall'attacco al rif.
Esposizione: 
E-SE
Tipo di roccia: 
Dolomia
Periodo: 
estate
Data ripetizione: 
15/09/2026
Attrezzatura e materiale: 

Via con chiodatura classica, le soste sono tutte in ottimo stato, noi non avevamo un martello ma se si sbaglia non è sempre facile proteggersi con protezioni veloci (valutate voi se portare martello e chiodi). Per una ripetizione portare una serie difriends fino al 3BD e dadi. le protezioni sono rarefatte, 10 rinvii bastano.

Descrizione avvicinamento: 

Raggiungere San Lorenzo in Banale e da qui seguire le indicazioni per la Val d'Ambiez, proseguire in auto fino al Ristoro Dolomiti (870m) dove si lascia l'auto. Da qui è possibile proseguire a piedi (3h fino al rif Cacciatore) o sfruttare il servizio navette (13€ solo andate e 20 A/R nel 2026).

Giunti al rifugio Cacciatore (1820m) prendere il sentiero sulla sinistra (325) che si alza tra pascoli e mughete, seguire sempre le indicazioni per il rif. Agostini (2410m).

Dal rif. Agostini seguire il sentiero che parte sul retro del rifugio (358 e 321), al primo bivio seguire il sentiero 358 che sale per ghiaioni in direzione della bocchetta della Tosa. giunti ad un pianoro con enorme blocco tenere sempre la sinistra della valle viso monte e salire prima per ghiaie e poi per roccette con corde fisse fino a guadagnare la cengia che taglia tutta la parete da destra verso sinistra. Prendere la traccia che percorre la cengia e prima che essa si stringa individuare l'attacco in corrispondenza di una targa commemorativa e un piccolo crocefisso.

Descrizione itinerario: 
  • 1° tiro:  Salire il breve diedrino, proseguire fino ad un chiodo su cengetta, traversare pochi metri a sinistra ad un chiodo e rimontare ad un'altra cengetta che si segue verso sinistra in leggerissima salita fino alla sosta. V; 30m 
  • 2° tiro: Salire la lama sulla sinistra e proseguire fin oltre un dado incastrato, traversae poi a sinistra fino a sostare sotto la netta fessura su roccia nera dove parte il 3° tiro. IV; 25m
  • 3° tiro: Salire per la fessura fino ad un chiodo, qui si può salire dritti (passaggio ostico fino ad un chiodo nella nicchia) o tagliare in diagonale verso sinistra per muretto ammanigliato fino ad un chiodo sporgente alla sinistra di uno strapiombino. Rimontare il lato sinistro dello strapiombo e raggiungere 2 chiodi con cordone, cominciare a obliquare verso destra superando delle placche fino a raggiungere la sosta su terrazzino. V+; 30m.
  • 4° tiro: Proseguire per fessure verticali ma ben ammanigliate fino ad uscire su cengetta pochi metri sotto lo strapiombo con cordino penzolante dove passa il tiro successivo. IV+; 20m.
  • 5° tiro: Salire sotto lo strapiombo e vincerlo direttamente, proseguire per fessura (chiodo) e poi spostarsi a destra ad un altra fessura che poi diventa lama, seguirla dino alla sosta. VI; 30m
  • 6° tiro: Salire verso destra, vincere un vago diedrino e raggiungere una cengia sulla sinistra, proseguire per muretto e con passo aggettante raggiungere una cengetta con sosta. E' presente un'altra sosta circa 10m a destra sulla stessa cengia che si raggiunge stando più a destra a metà tiro. IV+; 35m
  • 7° tiro: Salire verso destra puntando ad un cordino verde, da esso salire fin sotto un tettino (unico tratto di roccia dubbia), vincerlo e raggiungere un chiodo. Dal chiodo obliquare decisamente a sinistra per muri aggettanti fino a raggiungere la sosta su 3ch e una clessidra. VI; 30m
  • 8° tiro: Salire per fessura-diedro atletico, cordini visibili, fino a rimontare una cornice, proseguire poi per placche fino a raggiungere la sosta posta subito a sinistra di una nicchia rossastra. V+; 
  • 9° tiro: salire per muretto sopra la sosta e spostarsi verso destra, vincere uno strapiombino e quindi proseguire per il diedro di destra. In cima al diedro salire la placca, qui si può puntare decisamente a destra a una clessidra cordonata o proseguire dritto fino a raggiungere la cengia da cui si raggiunge la sosta su cengia. V+; 40m.
  • 10: tiro: salire in diagonale superando placche e muretti, giunti a una cengia traversare a sinistra e poi per rampa entrare in un canale, seguirlo fino a sostare nei pressi du un grosso blocco dalla forma cubica. V; 35m
  • 11° tiro: salire sulla destra e non nel canale principale, proseguire fino ad uscire su una cengia, qui si può sostare e proseguire poi per vago diedro oppure proseguire direttamente per muretto sino ad uscire su una cengia dove attrezzare la sosta. IV; 40m

Note:

Via estremamente bella e di soddisfazione, i primi 2 tiri sono una variante per evitare i primi due tiri originali che salgono delle fessure in arrampicata artificiale. La roccia è superba su quasi tutta la via ma in qualche breve tratto occorre prestare un po' di attenzione. Le difficoltà non sono eccessive ma per godersela bisogna essere tranquilli anche lontano dalle protezioni.

Discesa: 

Dall'uscita della via percorrere la cengia verso sinistra viso monte seguendo gli ometti. Sempre seguendo gli ometti ci si comincia ad abbassare con passi di arrampicata ( II ) rimanendo sempre in prossimità dell'ampia cresta Sud. Quando la parete si fa più ripida si cominciano ad incontrare le sosta di calata (2 spit con catena e moschettone), valutate voi se continuare disarrampicando o eseguire le calate 8tutte da 30m. Poco prima di raggiungere la forcella tra Cima d'Ambiez e torre d'Ambiez allestire una doppia da 40m per raggiungere la suddetta forcella (anche 30m ma si deve poi disarrampicare sul II+). Dalla forcella con una doppia da 30m si raggiunge una traccia su pendio e un altro ancoraggio di calata, qui noi abbiamo disarrampicato fino a guadagnare la cengia che, seguita verso sinistra viso valle, riporta all'attacco.

Primi salitori: 
A. Bosetti, E. Orlandi, L. Rigotti; E. Salvaterra; giugno 1980
Ripetizione di: 
Gigi e Marco
Disclaimer
L’alpinismo su roccia e ghiaccio è un’attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata preparazione fisica e psicologica. Quanto riportato nella relazione, pur essendo redatto con grande precisione, deve essere valutato sul luogo e non può sostituirsi alla vostra valutazione ed esperienza personale.