
Una mattinata in parete con una combriccola di cuccioli di arrampicata pronti all’avventura.
Partiti alle 07:45 dall’istituto Bassi (Seregno) ci siamo diretti verso Introbio, un paesino con un bar in cui ricaricarsi e riscaldarsi con un ottimo caffè.
Il primo ad accoglierci è stato il vento del Nord, più che un’uscita di arrampicata sembrava il giorno perfetto per fare windsurf. Spaventati, ma gasati, ci siamo avvicinati alla base delle nostre vie. Io, neofita, sono stata affidata al Maestro, Il Beppe. Inizia qui la mia avventura, con una media di 10 tiri perché “se non ne fai almeno 10 non hai arrampicato”, ovviamente senza pause cibo perché non si mangia fin che non si finisce.
Ammetto, fare sicurezza è bello e defaticante, seppur impegnativo mentalmente e premonitore di torcicollo, ho invidiato gli occhiali del Gigi (prismatici per arrampicata, la salvezza per la cervicale).Ma la cosa assolutamente più bella è stata sgambettare sulla mia prima via “Lo Strapiombo” (un nome una garanzia). Una via, due, tre, quattro, intervallate dalla sicurezza per riprendere fiato, fin che un po’ sfinita dai ritmi del mio maestro vengo affiancata da Giorgio (grazie Gio mi hai fatto prendere fiato).
Arriva così la mia penultima via “Autunno” e dopo aver richiesto un aiuto esplicito con un “dove le metto le mani” l’aiuto di Gigi è arrivato in mio soccorso: “sulla roccia”, mossa da questo enorme ausilio ho ritrovato le forze per arrivare alla fine.
Dopo un voto 9/10 al mio nodo a otto (grazie Miles ora mi sento speciale), l’ultima via “Joe Verdura” e il mio essere logorroica (anche le lucertole si nascondevano per scappare dalle mie chiacchiere) abbiamo brindato alla nostra prima uscita del corso con un’ottima e meritata birra per poi dirigerci verso casa scappando da due timide gocce d’acqua.
Voto della giornata: 10/10
La rifarei? Si!




