DA TRIESTE IN GIÙ

Regione: 
Blasfema
Località: 
Turistica
Tempo di percorrenza: 
Non troppo, per una volta
Difficoltà: 
Non eccessive, per una volta

Tipo di pietra: orientale

 

"Un enorme cappello di pioggia"; con queste parole tale Fiorella raccontò l'estate 2026 in un suo celebre brano.

Dopo un lungo periodo di inattività dettato dal mal tempo e dall' irrefrenabile desiderio di passare giornate ad abbattere alberi, decido che è il momento di compiere l'annuale uscita dolomitica dei chierichetti del don Mario.

Il king propone l'assalto alla torre Venezia, in una località dove ancora le pareti non hanno mai visto il passaggio di un garlatese. Avviamo quindi il cubo libre verso la ridente cittadina di Agordo, e dopo un intermezzo automobilistico di cui vi risparmierò i dialoghi giungiamo al rifugio Trieste, colonne d'Ercole dell'esplorazione del king in questo luogo ostile qualche anno fa.

Trovata una superficie vagamente pianeggiante allestiamo il cubo libre per la notte, trasformandolo in un monolocale che a Milano frutterebbe almeno 1000 euro di affitto.

Il King aspettandosi un allestimento completo di materasso in piume d'oca e lenzuola in cashmere ha ben pensato di lasciare a casa il suo sacco a pelo, e dovrà quindi fare i conti con un pernottamento freddo e scomodo. Si consolerà con le numerose lattine di birra presenti nelle nostre provviste.

L'indomani ci incamminiamo verso le pareti, e giungiamo all'attacco della Castiglioni, e dopo il solito trinity test intestinale del Teo siamo pronti ad assaltare. Dopo i primi tre tiri smarriamo la retta via, e finisco per reperire una sosta su chiodi fatiscenti alla base di un muro giallo che da relazione dovrebbe essere un evidente camino.

Vaghiamo per un tot di tiri inventando varianti nel vano tentativo di far coincidere la realtà alla relazione, fino a giungere con gran stupore al termine del camino che non trovammo in precedenza.

Da qui ci infiliamo nel caratteristico budello in cui corre la parte alta della via, ricordando i bei tempi della Oppio al pizzo Uccello. L'ultimo camino svuncio verrà eroicamente vinto dal Teo, e da qui dopo pochi altri tiri è cima.

Il paesaggio ricorda molto il cassone dell'inerte di un cantiere edile, per la quantità di macerie accumulate.

Ci concediamo il tempo per lasciare sul libro di vetta un messaggio per la Zanella, e gustare una Marlboro rossa.

- sai chi altro fumava le Ferrari delle sigarette?

- Chi?

- Zuel! (Per i non garlatesi, stravagante personaggio che abitò il bel paese).

Decidiamo che diventerà nostra missione aprire una via per nominarla "L' ultimo mozzo di Zuel".

Ma ora è tempo di iniziare la discesa, durante la quale un mio passo falso rischierà di lapidare tragicamente una cordata francofona impegnata nelle doppie. Rimettiamo piede nella civiltà, alla ricerca di un’osteria che si riveli migliore di quella di Gordona (vedi report: Senza il lustro del vanto).

Per oggi (e probabilmente per questa estate) da Maraja è tutto, linea in studio.

15/08/2026
Camino-diedro-fessura
King & Maraja
Discesa in doppia