Rari momenti di vittoria

Località: dietro casa

Tempo di percorrenza: dipende in che gruppo sei

Materiale necessario: edilizio e bellico

Difficoltà: a rimanere asciutti 

Eventuali pericoli: twister in frana, Fabio Bollini, corde rubate

Sono sul fondo di terzo mondo, a 380 metri di profondità, dentro al San primo; dopo diverse ore di martellate dentro una frana infame e sotto abbondante stillicidio riesco a sbeccare una lama..il passaggio sembra largo a sufficienza anche per le mie dimensioni da sasquatch. Provo a infilarmi, e pronunciando qualche formula magica riesco a farmi scivolare verso il basso, e mi trovo in una stanzetta, sotto un inquietante tetris di blocchi..proseguo in zona inesplorata, fino a uscire dalla frana, risalendo un dosso sabbioso. Vedo la partenza di una grossa galleria, enorme e buia. Il pensiero della frana killer mi convince a non proseguire, e riunirmi al resto della squadra.

Questo ci porta, qualche settimana dopo, al primo di maggio, o meglio, porta il resto della squadra, che vanta questa volta 11 mangiapalta a trasportare grosse quantità di materiale edile (di provenienza poco chiara e non troppo lecita) all'interno della cavità.  Io preferirò invece la tradizionale raccolta ferro in valle imagna, abbandonando i miei compagni all'ingrata fatica del facchinaggio sotterraneo. Il mio piano prevede di raggiungerli signorilmente sabato mattina.

I miei buoni propositi di sveglia presto, come facilmente intuibile, andranno in frantumi come il progetto ponte sullo stretto, e mi trovo al parcheggio che sono quasi le 10. Inizio la salita sopraffatto da un immenso zaino, contenente oltre alla N.D.T. (normale dotazione da talpa), due scatolette di incazzatissime rio mare, delle placchette di seconda o terza mano gentilmente concesse dal sig. Calderoni, e una corda rubata e ricettata tre o quattro volte. Serpeggio tra orde di milanesi, chiedendomi chi tra me e loro fosse agghindato nella maniera meno opportuna.

Raggiunto l'ingresso la piaga Milano sembra volermi perseguitare, e trovo un gruppo di 15 persone intente a prepararsi ad entrare per un giro turistico..la mia logistica rischia di essere irrimediabilmente rallentata, per cui calzo rapidamente i miei stivali verdi in gomma con suola bricoman, che mi consentiranno di essere più rapido sugli arditi scivoli di palta.

Dopo un ora scarsa sono all'ingresso del ramo attivo, dove trovo parte della brigata, con cui fischiamo rapidamente al fondo. Rimangono stupiti nel vedermi con una vera tuta da speleologo, anziche con la solita da meccanico powered by C.M. Motori..ma del resto oggi è una grande occasione, ho voluto presentarmi elegante.Qui le bestie sacrificali (Fabio, Afonso e Matteo) stanno annegando sotto una cascata per posizionare un telo che devierà l'acqua e permetterà il nostro passaggio asciutto e trionfale. Nel mentre noi ci dedichiamo ad uno sbancamento idrogeologico, per posizionare una tenda che possa salvare i tre aspiranti salmoni dall'ipotermia.bDa qui una parte della squadra inizierà la lotta con la frana..sentiremo da sopra gli echi della battaglia. Viene il mio turno, scendo con ale e luisa nella zona incriminata..la trovo completamente diversa dalla volta scorsa..i lavori da attentatore islamico messi in atto da fabio e Afonso hanno fatto il loro. Qui un impeto esplorativo si impossessa dei miei compagni, che dopo aver fatto finta di posizionare un palo di sostegno scappano verso l'ignoto, schernendomi come franofobico. Subito sento versi di piacere, che suonano come "portate tutto il materiale d'armo che abbiamo". In breve siamo tutti oltre il tetris di blocchi, sul bordo di uno scivolo in un ambiente immenso. Verrà armato da Jerba in modalità risparmio, tra partenze su naturali e i mitici frazionamenti monofix. Qui si alternano urla di gioia per la scoperta e pianti disperati per la quantità di materiale necessaria alla discesa ma a depredare placchette e corde da qualche palestra ci penseremo poi, ora è il momento di scendere.

Superiamo lo scivolo, poi un pozzo, e arriviamo sull'ennesima frana. Qui il gruppo si divide in due. O meglio in tre, se consideriamo anche chi batteva i denti dal freddo in un angolo sognando solo tenda e sacco a pelo.

La squadra "prova costume" si accanisce contro uno strettissimo passaggio, picchiando duro col martello di Thor, mentre la squadra kamikaze, capitanata da Ale, inizia a spostare le grosse pietre della frana pensile che ci fa da pavimento, tentando in ogni modo di sparire gloriosamente (e fatalmente) nell'abisso. Alla fine vinceranno i primi..dopo vari tentativi di noialtri bisonti, e il passaggio di Matteo che si ritirerà intimorito dalla frana, toccherà ad Afonso. Nella mia testa riecheggiano le parole di Guido Meda.."non c'è spazio qui!!..uoooh, la staccata di Valentino! Non ci credo, c'è l'ha fatta!"  Afonso è sceso!

Dopo pochi minuti la corda è lasca, e la sua luce è sparita nel buio. Tornerà dopo un quarto d'ora, e con un accento tutto suo racconterà cose grandiose..qui i calcoli sono facili, profondità -500 e briciole! Per oggi ci ritiriamo al campo, completamente arati.

Al Campo si svolgeranno i grandi festeggiamenti, sul nuovo tavolo in calcare massello, con tanto di stalagmite sex toy al centro.Mentre mangio le mie incazzatissime rio mare, i miei compagni, che evidentemente non sposano la filosofia Twightiana fast&light, stanno preparando il cenone Pasqua '92.

Perderò i sensi ancora seduto a tavola, avvolto nel sacco a pelo Rimini extreme, come il più disgraziato dei clochard. È il momento di recuperare le energie, domani bisogna portare i nostri resti infangati nel mondo luminoso.

Solo per ora da Terzo Mondo è tutto..linea in superficie!

Maraja

02/05/2026