Messaggino casuale di Beppe: “Per fare la nord intendo!!”
Rimango perplesso, avrà dimenticato gli occhiali e sbagliato chat. Poi arriva il bollettino meteo del Disgrazia. Con grande nonchalance rispondo come se ne parlassimo da settimane, e tempo tre minuti sto già scrivendo al capo per chiedere un lunedì di ferie.
Scopro poi che l’idea nasce da Nics, che andrà su tra sabato e domenica. Io e Beppe, da veri lord inglesi, ci muoveremo invece il giorno dopo con traccia pronta e info fresche. Condizioni dubbie e una genuina voglia di sole ci fanno ruotare la montagna di 180 gradi: la nord diventa la diretta sud. È domenica. Beppe al volante, ci addentriamo nel bel FOLIAGE autunnale valtellinese. Arrivati alla sbarra dell'Enel (+ 1 ora di cammino, grazie e arrivederci) troviamo una Honda dall'aria familiare. Un paio di Crocs appese al sellino passeggero, non ci sono più dubbi.
Spiritato, Beppe scende dalla macchina e sotto gli occhi stupiti dei presenti lancia il gutturale richiamo: “Marajaaaaaa!!” Non serve risposta: cinque minuti e Nics appare come un Camerupt selvatico, in allegra compagnia di due nuovi amici conosciuti per strada (il socio lo abbandonava qualche ora prima per giusta causa, leggere report "istinti primordiali"). Tentiamo subito l’arruolamento alla scuola, ma i due, prudenti, mettono le mani avanti: sono scialpinisti, oggi senza sci.
Il buon Nics canta la buona novella: "condizioni ottime, buon divertimento! Lasciate qua il friend del 2!" (per pura testardaggine lo useremo 3 volte). E allora via che si va. Tipico avvicinamento a ritmo Milesi: piottare e inveire contro il sistema corrotto. Raggiungiamo il bivacco invernale, prepariamo un gazillione di chili di lana per la notte e ci sediamo al lume delle frontali per la cena: salamino, formaggino e tonno in scatola. Alle 19 siamo già in branda, sveglia alle 3:00. La notte passerà per me in 80 riposatissimi microsonnellini dettati dal gradiente termico tra fronte ghiacciata e temperatura lavica sotto le 4 coperte di lana.
L’effetto bue e asinello a contatto con il gelido metallo della porta va a formare uno strato di brina interno che sblocca a Beppe qualche ricordo di infanzia e lo mette di ottimo umore. Ora siamo pronti. Arrivati al conoide d'attacco, la seconda sveglia: muretto di ghiaccio ripido alla sola luce delle frontali. Picca 1, picca 2, rampone 1, rampone 2. Guardo su, Beppe mi ha già dato 50 metri. Dopo qualche attimo di indecisione (e mutanda a rischio) lo raggiungo illeso e su per il lungo canalone. Eccoci ai tiri di misto, molto divertenti e perfetti anche per me che di misto ho provato principalmente il capra-mucca. L’ultimo tiro, 60 metri puliti, ci spara in vetta. Ore 8.00, sole pieno, zero vento e gaso a mille! CUMBRE.
In discesa basterà seguire le impronte evidenti dei solidissimi Nepal di Nics e infatti andiamo giù lisci. Nota a margine un piccolo sussulto per una picca che quasi quasi mi vola giùnel versante NORD!! Ecco che per la prima volta l’elettrocardiogramma di Beppe supera i 105 bpm.Al bivacco ci dedichiamo alle faccende di casa, riflettendo sul fatto che forse dovrei pulire casa mia almeno quanto i bivacchi in cui dormo. Finendo i viveri al sole, Beppe racconta aneddoti d'infanzia in Val Brembana, luogo dove imparò a sfidare le leggi della termodinamica. Leggenda narra infatti che per ogni Joule di energia ingerita ne trasformi due in lavoro. Mi è chiaro ora che Carnot e Clausius non ci avevano capito nulla e che l’unico vero antidoto al cambiamento climatico è il motore Milesot, alimentabile a latte.
Consumo: 1 L/100 km.
Giri al minuto: 90 in salita, 150 in discesa (anche chiamato freno motore).
Ingegneri e meccanici fatevi avanti e salviamo il pianeta!Pausa finita, torniamo a piottare e a inveire contro il sistema corrotto, fino alla macchina, come da manuale.
Grazie a Beppe per avermi tirato dentro l’avventura, e a Nics e socio per traccia e info perfette!
Saludos amigos,il mangia tigelle.



