Tofana di Rozes - Secondo Spigolo - Costantini/Ghedina

Schede primarie

Tofana di Rozes - Secondo Spigolo - Costantini/Ghedina

La Tofana di Rozes
Difficoltà: 
VI-
Sviluppo: 
640m
Gruppo Montuoso: 
Dolomiti, Tofane
Località di Partenza: 
Rifugio Dibona
Quota di Partenza: 
2083
Quota di attacco: 
2330
Punti di appoggio: 
il Rifugio Giussani lungo la discesa
Quota di vetta: 
2800m circa
Avvicinamento: 
30'/40' circa
Tempo di salita: 
7-8h
Tempo di discesa: 
1h circa
Esposizione: 
Sud - Est
Tipo di roccia: 
Dolomia
Periodo: 
Estate
Attrezzatura e materiale: 

Tutte le soste sono ben attrezzate tranne le ultime 2. Portare una serie di friends fino al N° 2 BD ed eventalmente chiodi e martello in caso di emergenza ma non indispensabili.

Descrizione avvicinamento: 

Raggiungere il rifugio Dibona in auto e da qui imboccare la mulattiera  che parte alle spalle del dormitorio e sale verso il rifugio Giussani. Una volta raggiunta la stazione inferiore della teleferica si imbocca il sentiero che conduce verso la ferrata Lipella, passata una zona di mughi si sale per traccia che si inerpica sul ghiaione fino a raggiungere il sentiero che costeggia la parete. Prendere il sentiero verso destra e una volta raggiunto il canale tra il secondo e il terzo spigolo salire una ventina di metri fino a risalire facili rocce sulla destra che conducono alla cengia di attacco dove si può sostare su chiodo e spuntone di dubbia tenuta.

Descrizione itinerario: 
  • 1° tiro: salire la fessura sopra la sosta e proseguire fin sotto un tetto giallo ove si traversa a sinistra alla sosta. Noi abbiamo sbagliato e siamo saliti dritti subito a sinistra dello strapiombo fino a sostare su chiodo e friend. IV+, 40m.
  • 2° tiro: prendere il diedro sopra la sosta e salirlo fino a sostare sulla sinistra. (Noi abbiamo dovuto traversare a sinistra e abbiamo giuntato il secondo e terzo tiro). IV, 30m.
  • 3° tiro: ancora nel diedro per una decina di metri fino a quando si puo traversare lungamente a destra per circa 20m fino ad andare a sostare sotto un tettino dove parte un diedro rampa ascendente verso destra. IV, 35m.
  • 4° tiro: rimontare il tettino sulla destra ed entrare nel diedro che si segue fino ad una possibile sosta. Proseguire ora su placca in verticale per una decina di metri fino a sostare su 2 chiodi. IV+, 35m.
  • 5° tiro: proseguire obliquando verso sinistra fino ad una sosta di passaggio dove si prosegue in verticale. Dopo una quindicina di metri abbiamo traversato verso destra e trovato una sosta in un vago diedro. IV+, 40m.
  • 6° tiro: spostarsi a sinistra fino ad incontrare un sosta quindi salire in verticale su roccia che diviene gialla e poco proteggibile fino ad un chiodo dove si comincia un traverso verso destra per poi tornare a salire fino alla sosta su comoda cengia. V+, 50m.
  • 7° tiro: traversare a sinistra fino ad un chiodo dove si sale per circa 3/4m per poi continuare a traversare a sinistra (esposto) fino a dei cordoni che pendono da una clessidra (possibile sosta), ora scendere di un paio di metri ad un chiodo con cordino poco visibile e da li traversare a sinistra e scendere alla sosta su 3 chiodi e uno spit. Allungare bene le protezioni. VI-, 35m.
  • 8° tiro: continuare a traversare  a sinistra per circa 4/5m per poi salire a prendere un diedrino al termine del quale si tiene la destra e con bel passaggio in placca si giunge alla sosta. V, 35m.
  • 9° tiro: salire prima verso sinistra su bel muro poi si tende a destra su rocce via via piu facili fino alla grossa cengia dove si sosta sulla destra su una grossa clessidra. IV+, 45m.
  • 10° tiro: risalire la cengia e affrontare la parete verticale nel punto più debole continuando poi in un canale  fino a sostare su clessidra in prossimità di un bombamento. IV, 40m.
  • 11° tiro: continuare nel canale via via più semplice fino a sostare su clessidra e chiodo poco sotto una grossa nicchia gialla appena a sinistra di un grosso buco nero. IV+. 30m.
  • 12° tiro: a destra della sosta per diedro nero verticale, si oltrepassa una nicchia con ometto e si continua a salire fino a sostare su spuntone su terrazza detritica. IV, 40m.
  • 13° tiro: salire il canale detritico fino a una clessidra cordonata, continuare prima a destra e poi a sinistra fino a sostare su clessidra sotto una paretina gialla. III, 50m.
  • 14° tiro: salire per paretina gialla a sinistra della sosta fino a sostare su spuntone su cengia nei pressi di un colletto. IV, 20m.
  • 15° tiro: a sinistra in un canale ghiaioso fino a sostare su 2 clessidre in cengetta. II, 25m.
  • 16° tiro: traversare a destra per poi salire per canale fino a una cengia dove sostare. Noi non abbiamo trovato dove sostare e abbiamo fatto sicura a spalla. III+, 40m.
  • 17° tiro: a destra della sosta per diedrino. Traversare a sinistra fino ad entrare nel canale ghiaioso e andare a sostare su spuntone nei pressi della forcella di fine via. IV-, 50m.
Discesa: 

Dal coletto dove finisce la via, imboccare la traccia che scende a mezza costa. Si oltrepassa un canale che ad inizio stagione può essere pieno di neve (attenzione molto ripido) e si giunge in un grande pendio detritico. Ignorare la freccia che indica exit verso l'alto e proseguire dritti per tracce, si risale un gradino di roccia e seguendo sempre le tracce e gli ometti si entra su di una cengia con passaggi stretti ed esposti. Passare dei ruderi della grande guerra fino a giungere in un canalino che si risale per circa 10 metri fino a scollinare sul versante settentrionale della Tofana di Rozes. Tenere la destra contro le rocce per evitare i tratti più ripidi dei ghiaioni fino a che non si è obbligati a scendere per essi fino a intercettare il sentiero che conduce al rifugio Giussani. Dal Rifugio per facile ed ampia mulattiera si ritorna al rifugio Dibona.

Primi salitori: 
E. Costantini, L. Ghedina, 1946
Ripetizione di: 
Mauri Luigi e Miarelli Marco 30/07/2020