Salbitchijen - Niedermann

Schede primarie

Salbitchijen - Niedermann

Difficoltà: 
VI
Sviluppo: 
450m + 100m di cresta sud
Gruppo Montuoso: 
Alpi Urane
Località di Partenza: 
Abfrutt - Goschenen
Quota di Partenza: 
1192m
Quota di attacco: 
2100m circa
Punti di appoggio: 
capanna salbit
Quota di vetta: 
2981
Avvicinamento: 
3h
Tempo di salita: 
7-8h
Tempo di discesa: 
3h
Esposizione: 
sud est
Tipo di roccia: 
Granito
Periodo: 
estate
Data ripetizione: 
09/08/2025
Attrezzatura e materiale: 

Per una ripetizione servono una serie completa di friend fino al 3BD

Descrizione avvicinamento: 

Lungo la strada che sale verso la diga del Goschenen, si lascia la macchina ad un parcheggio, vicino all’abitato di Abfrutt. Da qui seguire le indicazioni per il rifugio Salbithutte, raggiungibile in 2h. dal rifugio del Salbit seguire le indicazioni per la Cresta Sud. Prima di arrivare all'attacco della Cresta Sud, seguire la parete verso destra fino ad arrivare alla base della via. Presente scritta Niedermann all'attacco. A seconda della stagione possibile nevaio alla base.

Descrizione itinerario: 
  • 1° tiro: si sale verticalmente sopra la sosta. Alla fine del tiro presente un passo di decisione verso sinistra per raggiungere la sosta. Catena con anello. IV+; 30m.
  • 2° tiro: Dalla sosta ci si sposta leggermente a sinistra e si segue una linea verticale logica fino alla seconda sosta sulla sinistra del canale, attrezzata con doppio anello e un anellone. V; 40m.
  • 3° tiro: Si prosegue nel canale affrontando alcuni risalti, passando sotto il caratteristico masso incastrato. Sosta sun2 spit con anello. IV+; 50m.
  • 4° tiro: A questo punto la via Niedermann si mantiene sulla destra per salti erbosi, per poi tornare sulla cengia mediana. Noi abbiamo salito la variante dritta. le difficoltà sono 22 intorno al 5+ o 6-, protetto a spit, e conduce a una sosta con due spit con anello. VI-; 30m.
  • 5° tiro: Si continua sopra la sosta su una fessura appoggiata, non banale, protetta da spit distanziati. Dall’ultimo spit si traversa leggermente a destra fino a una sosta su un terrazzino a sinistra. Sosta su due spit con anello.  V+; 40m.
  • 6° tiro: Dalla sosta si può seguire una variante sulla sinistra, ma noi abbiamo proseguito dritto lungo un canale erboso fino a un anellone per ricongiungerci alla via Niedermann. Senza fermarsi si continua verso sinistra su un pilastrino, superandolo (spit), per poi traversare a sinistra (chiodo) su una cengia fino a raggiungere la sosta. Sosta su due spit con anello. IV+; 30m.
  • 7° tiro: Si prende un diedro sulla sinistra, leggermente erboso (anche il diedro sulla destra è spittato ). Dopo circa 15 metri si incontra una sosta. Non fermarsi ma proseguire verso destra su una placca tecnica, poi si affronta un pilastrino con un diedro, e successivamente si esce a destra fino alla sosta su due spit con anello. 5 metri più in alto si trova l'anellone. V+; 35m.
  • 8° tiro: punto di sosta si segue un sistema di lame sopra la sosta, si effettua un traverso verso destra e si continua lungo un sistema di fessure fino alla sosta successiva, attrezzata con due fix, anelli e un anellone. A circa un metro a sinistra si trova l’anellone delle soste della via Niedermann. VI; 35m.
  • 9° tiro: Si segue un diedro posto dietro a sinistra della sosta fino a raggiungere la sosta, situata sulla sinistra. Il tiro è di lunghezza sostenuta. VI; 40m.
  • 10° tiro: Dalla sosta ci si sposta a sinistra per raggiungere una fessura da seguire fino alla sosta successiva. La difficoltà è di V+ sostenuto. La sosta è attrezzata con due spit con anello e un anellone. V+, 25m.
  • 11° tiro: Si sale verticalmente sopra la sosta lungo la linea logica fino a raggiungere la sosta successiva, situata sotto la caratteristica orecchia che caratterizzerà il tiro seguente. La sosta è attrezzata con due spit e un anello. V; 25m.
  • 12° tiro: Si sale lungo il cammino sopra la sosta, al termine si traversa verso sinistra per affrontare una fessura in dulfer che conduce alla sosta successiva. La sosta è attrezzata con due spit, anelli e un anellone. VI-; 30m.
  • 13° tiro: Dalla sosta si sposta leggermente a destra e si sale verticalmente lungo un sistema di fessure. A metà tiro, quando la fessura si apre molto, si attraversa leggermente a sinistra su una lama fino alla sosta, attrezzata con due anelli. Questo è l’ultimo tiro della via Niedermann, da qui ci si ricongiunge alla Cresta Sud. V+, 35m.

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Si sale verticalmente sopra la sosta per pochi metri, con difficoltà sul V+. Successivamente ci si sposta a destra fino a raggiungere l’anticima del torrione. Da qui si scende con alcuni passi di disarrampicata per poi risalire sul torrione di fronte, dove è attrezzata la linea di calate per scendere dalla parete appena salita. In alternativa si può continuare sulla cresta sud, soluzione da noi scelta. Risalire quindi sul torrione stesso, dove è attrezzata la doppia sul versante opposto per continuare sulla Cresta Sud.---

Da qui si prende la calata attrezzata di circa 40 metri per continuare sulla Cresta Sud. Il rischio di incastro della corda è molto alto e c’è un sasso utile per spezzare la calata in caso di necessità. Al termine della calata, faccia a monte, ci si sposta verso sinistra e si cammina per qualche decina di metri fino a raggiungere la base della Cresta Sud.---

Cresta Sud – tre tiri finali:Per reperire la Cresta Sud, cercare gli spit sulla destra e la parete. Da qui, con tre tiri si raggiunge la cima.

  • 1° tiro: Si sale abbastanza in verticale su placche appoggiate. IV; 30m.
  • 2° tiro: Si continua verticalmente sopra la sosta, prima su placca e poi lungo una fessura con ingresso piuttosto fisico. V+; 40m.
  • 3° tiro: Dalla sosta ci si sposta a sinistra per andare a reperire una fessura molto bella, per porta all’ultima sosta della Cresta Sud. V; 30m.
Discesa: 

Da qui si segue la traccia segnata da evidenti bolli rossi che conduce fino al rifugio. Il primo tratto di discesa è piuttosto delicato, con passaggi esposti e protetti in alcuni punti da un cavo. In circa un’ora e mezza si raggiunge il rifugio. Da valutare la presenza di neve in base alla stagione.

Primi salitori: 
Max Niedermann e Franz Anderruthi, 1956.
Ripetizione di: 
Puma e Paola
Disclaimer
L’alpinismo su roccia e ghiaccio è un’attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata preparazione fisica e psicologica. Quanto riportato nella relazione, pur essendo redatto con grande precisione, deve essere valutato sul luogo e non può sostituirsi alla vostra valutazione ed esperienza personale.